Continuiamo a vivere in tempi di frenesia consumistica, per le festività veniamo istigati a scambiarci regali, spesso inutili e spesso restiamo delusi, a volte perché abbiamo speso troppo, più spesso perché i regali non possono sostituire i reali incontri affettivi e il significato delle feste si perde. Perché non evitare di scambiarci regali?
Perché non rendere concreto il dissenso verso il consumismo e smascherare le bugie di chi usa ogni mezzo per convincerci che l’unica via per uscire dalla crisi è tenere alti i consumi. 
Ci dicono “grazie” perché aumentando i consumi aiutiamo la nostra economia a risollevarsi. Ma i nostri consumi rappresentano il carburante per un sistema economico insostenibile, che aumenta le diseguaglianze, esaurisce le risorse, inquina la Terra.
Noi occidentali con il 20% della popolazione consumiamo l’80% delle risorse, con enormi danni ambientali e una vergognosa disparità nella distribuzione della ricchezza.

Le crisi ambientali emergenti si sono imposte all’attenzione dei politici e del pubblico in generale. E non si tratta di grida catastrofiste di estremisti ambientali, sono scienziati ed economisti di alto profilo che lanciano l’allarme in pubblicazioni scientifiche e nelle aule parlamentari, che ci avvertono che i nostri oceani stanno morendo, che il ghiaccio dei poli si sta sciogliendo e che andiamo incontro alla più imponente e diffusa catastrofe economica che si sia mai vista.

Tutto questo indica un bisogno profondo di modificare il nostro modo di vedere le cose. Riciclare, non sprecare l’acqua, usare auto a basse emissioni – tutti gli imperativi dell’ambientalismo – sono una gran cosa, ma è diventato chiaro che non si rivolgono al nocciolo del problema: dobbiamo cambiare il nostro stile di vita, dobbiamo consumare meglio e consumare meno. 

Vogliamo ricordarci che l’uomo non è nato per comperare. Se vogliamo che al posto dell’egoismo e del materialismo abbiano spazio la cura del prossimo, la sensibilità per l’ambiente, la meraviglia e il rispetto per la grandiosità del creato, la solidarietà e la gratuità quali componenti attive di un'economia sostenibile, dobbiamo andare controcorrente, chiedere meno invece che più, cominciare a vivere secondo ideali meno grezzamente modellati sull’ubriacatura festaiol-consumistica; vivere per il contatto e non per il consumo.
I regali non possono sostituire i reali incontri affettivi ma quando vogliamo fare un regalo possiamo:

comprare localmente Lasciamo perdere l’ipermarket e il prodotto a minor prezzo. Scartiamo anche la firma, il logo, la griffe, il rifugio in scelte addomesticate e globalizzate. Cerchiamo gli artigiani e i produttori locali, scegliamo oggetti originali, “ad personam”, che evidenziano attenzione e sensibilità.

fare qualcosa Avremmo mai voluto avere più tempo per... disegnare, cucire, scolpire?
Se riusciamo a ritagliarci del tempo, seguiamo un corso di artigianato, impariamo a tessere, a fare gioielli o altri oggetti personali che potremo regalare alle persone che amiamo.

regalare il nostro tempo Piuttosto che comperare un regalo a chi amiamo, prepariamo un elegante coupone regaliamo un po’ del nostro tempo sotto forma di babysitting, aiuto nelle pulizie e in cucina, spalatura neve, insegnamento di qualche tecnica, o altre forme che saranno apprezzate.
Il regalo del nostro tempo mostra attenzione, coinvolge e non fa guadagnare chi produce cose superflue.

fare un regalo intangibile Il nostro regalo non deve finire in discarica. Siamo creativi: offriamo lezioni di danza, di yoga, invitiamo gli amici al cinema o a teatro, offriamo coupon per massaggi.

prenderci una vacanza dagli acquisti Questo esercizio spirituale si può celebrare in varie forme, dal teatro di strada alla meditazione.
 
  Abbiamo realmente bisogno di qualcos’altro?
Se vogliamo che al posto dell’egoismo e del materialismo abbiano spazio la cura del prossimo, la sensibilità per l’ambiente, la meraviglia e il rispetto per la grandiosità della creazione, dobbiamo andare controcorrente, chiedere meno invece che più, cominciare a vivere secondo ideali meno grezzamente modellati sull’ubriacatura festaiola-consumistica; vivere per il contatto e non per il consumo.

http://www.terre.it/eventi/indici/209.html
http://www.bilancidigiustizia. it
http://www.adbusters.org
VACCINATEVI CONTRO L’AFFLUENZA
- non comprate cose per essere amati e l’ambiente vi ringrazierà -
- più contatto e meno consumo -