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Mercati |
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PROPOSTE e CONSIDERAZI0NI Propongo
che in ogni sezione, opportunamente posizionato, ci sia un cartello con l'elenco
degli artigiani del settore presenti; che ciascun artigiano allestisca pannelli
con descrizioni accurate (foto e disegni a corredo) del modo di produzione
dei vari oggetti, delle materie impiegate, di altre notizie utili da divulgare.
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Ora,
mi sembra che se c'è una speranza di rianimare un amore vero per l'artigianato
e se vogliamo combattere la letargia, l'indifferenza e l'ignoranza del
pubblico generale noi artigiani dobbiamo mettercela tutta per produrre
solo il meglio di cui siamo capaci di modo che il profano debba infine,
coltivando la mente e l'occhio, imparare a discriminare e ad apprezzare
la bellezza. Samuel Yellin. |
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Bisogna caratterizzare il mercato artigiano se vogliamo che si distingua, che diventi un riferimento e non sia giusto un mercato in più. E' giusto richiamarsi ai valori della manualità, del semplice, del buon senso, del pensa globalmente e agisci localmente, del non inquinare, del rispetto, ecc., ma ormai è già pratica comune. I mercati artig/bio di Firenze, Trieste, Canzo, Ancona hanno anche convegni e incontri durante i mercati, su argomenti relativi all'artigianato, valori tradizionali, culture alternative. Anche le dimostrazioni di lavoro non sono una cosa nuova. Penso che si
possano esplorare due o tre strade: |
Per
quello che abbiamo visto alle varie Fierucola di Firenze, Bioest di Trieste,
Arteinfabbrica di Gambettola, Biofera di Canzo, la Macina di Ancona ecc, è meglio
che la zona dei banchi sia più o meno circoscritta e non si allunghi
per le strade, c'è un migliore senso di partecipazione, si è assieme, ci si
vede, il pubblico non tralascia e non si disperde. All'interno della zona conviene fare isole con i diversi mestieri. è più difficile che ci si lasci sfuggire certi banchi, si possono vedere e comparare oggetti simili con un'occhiata, si ascoltano discorsi e commenti tra visitatori e artigiani, è più facile capire meglio quel che succede e quel che offre il mercato Ci vuole una bancarella con libri e riviste bio/ecol (senza New Age, augurio personale). Ci vogliono banchetti di associazioni comeAVI, LAV, MSF, loc, lipu, greenpeace, amnesty, aam-tn, cora, fuoriluogo, a, ecc. La scelta non manca. Ci vorrebbe un catalogo - con articolo o due che chiariscano gli scopi dell' occasione ad usum dei clienti (sul tipo di quello della fierucola, con elenco degli artigiani divisi per settore, loro prodotti, indirizzi, descrizione vita e tecniche, posizione al mercato), ma che poi gli artigiani metterebbero nel loro archivio e/o userebbero nel curriculum. Alcuni mercati sono ambiti e testimonianza del livello raggiunto; sono autorevoli perché capaci di selezionare: alcuni "artigiani" sarebbero da invitare solo a manifestazione avvenuta: penso a produttori di oggettini di pazienza pieni del "buon gusto" da pesca di beneficenza natalizia). Non sarebbe male avere uno o due suonatori, non di più, a basso volume, con licenza di suonare ad lib. con o senza giro col cappello. Anche questi due o tre saltimbanchi dovrebbero essere inseriti in catalogo. Propongo di sollecitare la partecipazione di fotografi nella sezione arti varie, preferibilmente con stampe in bianco e nero che sono una specie di pezzi unici rispetto alle dias o stampe a colori dove l'intervento del fotografo s'esaurisce nel momento dello scatto. Ci dovrebbero essere appositi contenitori per rifiuti organici e carta, per plastica e per vetro, ben caratterizzati, strategicamente piazzati. |
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