Dan Imhoff Whole Earth, Fall 1998

Si presume che, come i fiori che spuntano tenaci fra i blocchi del selciato, l'artigianato sarà sempre fra di noi; che a dispetto della globalizzazione, dell'industrializzazione e dell'onnipresente plastificazione, gli artigiani continueranno ad abbellire il nostro vivere con oggetti individuali.
Gli esperti del gusto ci dicono che l'alta tecnologia spingerà sempre più le persone a cercare prodotti di alta manualità.
Fin dalle origini degli scambi, gli artigiani si sono guadagnati il pane producendo oggetti rituali e funzionali sia per mercati locali sia per esportazione. Anche se è impossibile arrivare a cifre precise, i quattro mercati basilari - oggetti funzionali, oggetti tradizionali, oggetti di bellezza, souvenirs ­ valgono un export annuale di decine di miliardi di dollari; in alcuni paesi l'artigianato prospera come non mai.
Per molti artigiani, la creatività, la spiritualità, l'appagamento nel produrre e il sentirsi eredi di una tradizione sono valori che prevalgono su obiettivi economici. Mentre il mondo industriale stabilisce il prezzo della fatica di un lavoratore, l'artigiano spesso funziona nell'universo del baratto, dove tempo di riproduzione e di lavoro sono valori astratti. "L'estetica dell'artigianato può non avere relazione con il suo valore di mercato. Arte ed economia abitano mondi differenti, parlano lingue differenti (bellezza a fronte di controllo di qualità), hanno fini differenti (uno è spirituale, l'altro mondano). E s'incontrano davanti all'artigiano al mercato."  (Chip Morris, Handmade money)

Il commercio equo e solidale e le organizzazioni non-profit puntano a commerciare con una differenza, pagano al produttore il massimo possibile piuttosto che il minimo: tra il 33% e il 45% del prezzo di vendita va all'artigiano, confrontato al 10% del commercio normale.
Cosa succede agli artigiani quando il gusto del mercato cambia e le vendite scemano?
Nei primi anni 90 i tessuti dal Guatemala erano una moda, avevano prezzi bassissimi ed erano usati per qualsiasi scopo, portafogli, copribottiglia, asciugamani, tappeti, borse ecc. Presto il mercato divenne saturo e gli artigiani cominciarono a competere fra di loro per prezzi sempre più bassi finché i canali dell'export si esaurirono.
E migliaia d'artigiani rimasero a guardare la polvere coprire i loro telai.
Macchinari e lavoro in catena prendono piede e velocizzano la produzione. L'artigianato sconfina nell'industria e nel mondo delle macchine. C'è chi afferma che questo non svilisce necessariamente il carattere artigianale del prodotto o la soddisfazione nel farlo. Un'arte decorativa è "onesta" finché chi la produce decide il risultato. L'artigianato diventa industria quando l'uomo fa solo funzionare la macchina o quando l'input creativo è delegato a qualche entità separata, o, detto poeticamente, quando l'anima dell'artigiano non traspare dall'oggetto.

Una volta ho visitato delle famiglie dove si producevano tessuti per la fascia alta del mercato. I telai erano rumorosi, brutti e moderni. A parte l'indipendenza economica e il fatto che il prodotto era innegabilmente "fatto a mano", il lavoro era puro "sfacchinare" - Slam, sedici! Slam, diciassette!