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Homo
Faber |
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| labor
ipse voluptas |
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| Ars
longa, vita brevis: abbiamo poco tempo da perdere. Il discrimine tra A.L. (animal laborans) e H.F. (homo faber) consiste in questo, che l'A.L. produce beni che hanno valore di scambio, sono mezzi per altri fini (dai privilegi che dà la ricchezza al semplice sostentamento), mentre l'H.F. realizza opere che hanno valore d'uso, che sono fini in sè. |
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Cosa vuol dire lavorare E Dio creò l'uomo a sua immagine e somiglianza (controllare). Se siamo fatti ad immagine del nostro creatore, non vuol dire che abbiamo la barba bianca. No, vuol dire che abbiamo le qualità del creatore, che siamo fatti per creare ... come artisti o artigiani (o pubblicitari?). Ogni cultura fa le sue confusioni o differenze. La nostra pensa di aver di fronte due categorie differenti e le distingue facendole vivere in ambienti differenti: lo stesso mucchio di mattoni può essere un rifiuto di inerti o un'opera d'arte alla Biennale di Venezia. Le opinioni sulla distinzione fra arte e artigianato variano nelle differenti culture e anche all'interno delle società stesse col passare del tempo. Se potessimo sapere cosa pensavano dell'arte gli autori delle pitture di Altamira, delle fibule celtiche, dei mosaicisti bizantini, potremmo capire meglio che tradizioni e pregiudizi definiscono e limitano la nostra comprensione del fare umano. Il talento, la potenza espressiva, la creatività non hanno aspettato che li definissimo per manifestarsi sulla faccia della terra. Millenni or sono erano qualità diffuse almeno quanto oggi anche se non coincidevano i termini né i concetti. Bello da duemila anni. Bello da cinquecento anni. Bello da cent'anni. Bello da cinque minuti. Vuol dire qualcosa l'ultima proposizione? (Salvo1986). L'opera d'arte nella cultura occidentale è un prodotto che ha avuto ruoli e caratteristiche mutevoli attraverso i secoli, e oggi ha una funzione molto importante in campo commerciale, educativo, turistico. C'è l'arte comprensibile da tutti, l'arte da istruzione obbligatoria. C'è l'arte contemporanea: quello che viene fatto dagli artisti (gli artisti sono quelli che vengono così definiti da critici, esperti, galleristi, musei, riviste, televisione ecc.). Tutti noi architetti, scultori, pittori dobbiamo rivolgerci al mestiere. L'arte non è una professione, non v'è differenza essenziale tra l'artista e l'artigiano. In rari momenti l'ispirazione e la grazia dal cielo, che sfuggono al controllo della volontà, possono far sì che il lavoro possa sbocciare nell'arte, ma la perfezione nel mestiere è essenziale per ogni artista. Essa è una fonte di immaginazione creativa. (W.Gropius, Manifesto programmatico del Bauhaus). Come ci ricorda Oscar Wilde, "Ci sono momenti nei quali l'arte raggiunge quasi la dignità del lavoro manuale". Non so se è giusto distinguere tra arti minori e maggiori ma so che non è più di moda e so che non è politically correct, ma poi mi sembra che i prezzi ristabiliscano la vecchia classifica. In rapporto all'uomo che lavora, non ci sono distinzioni tra arte e artigianato, per creare un bell'oggetto non bisogna pensare né ai soldi che si faranno vendendolo, né a quanto sarà utile, né a quanto è conforme a tradizioni, né a offerte a Dio. Bisogna essere vuoti. Arte è collaborazione fra Dio e l'artista, e quanto meno fa l'artista, tanto meglio (André Gide). Se non è un concetto inventato, opera d'arte è un artefatto umano che possiede certe caratteristiche distintive che la differenziano dalla non-arte. L'"arte" è quello che esiste prima, immutabile al di sotto dello status dell'artista e della valutazione del suo lavoro (altro termine dai troppi significati) e del suo ruolo all'interno della cultura in cui si trova. L'arte moderna non esiste, l'arte è stata eterna fin dalle origini (Egon Schiele). Per me arte è il riconnettersi alla corrente di energia che ci attraversa e ci fa vivere, il lasciarsi andare verso quello che sentiamo giusto, appropriato, toccare la realtà e fermarla, in un'opera che necessariamente non può che avere i vincoli della materia e i limiti dello scopo e della rappresentazione. L'opera deve avere qualcosa al di là del tempo e delle culture, qualcosa che mi tocca, sia stato fatto in Cina cinquemila anni fa o l'altro ieri a New York, qualcosa che mi parli un linguaggio che capisco, che mi dia un assaggio della sensibilità dell'artefice all'interno della sua cultura e mi faccia intuire il suo mondo.... Sempre, quando le parole "arte" e "artistico" vengono applicate al mio lavoro fotografico, io mi sento in disaccordo. Questo è dovuto sicuramente al cattivo uso e abuso che viene fatto di questi termini. Mi considero una grande fotografa e niente di più. Se le mie foto si differenziano da ciò che viene fatto di solito in questo campo, è precisamente perché io cerco di produrre non arte, ma oneste fotografie, senza distorsioni o manipolazioni. (Tina Modotti, 1929). |
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