MANO E CERVELLO Giorgio de Chirico

è certo che il cervello dell’uomo ha potuto svilupparsi in modo tanto considerevole grazie alla conformazione della mano umana.
Questo è un fatto che per quanto io sappia non è stato notato né rilevato da nessuno studioso di antropologia. Dunque la mano dell’uomo possiede una agilità che non è stata concessa dalla Natura agli altri esseri viventi quindi il cervello dell’uomo concepisce un’idea che la mano traduce ed esprime creando un oggetto concreto e tangibile. L’oggetto realizzato stimola poi il cervello al pensiero e al desiderio della perfezione.
Nel regno degli animali si notano molte specie che sono superiori all’uomo per forza fisica, per velocità nel correre e rapidità di movimenti, per agilità del corpo ed elasticità dei muscoli e poi ci sono i volatili, veri padroni dello spazio che non si può fare a meno di ammirare osservando come ad esempio nei gabbiani le loro evoluzioni rapide e leggere. Però malgrado l’innegabile intelligenza di alcuni animali che si suole attribuire ai loro istinti molto più forti e autentici dei nostri i quali sono alquanto atrofizzati dal progresso della civiltà, malgrado dico l’intelligenza, la riflessione e la logica di cui dispongono alcuni animali, l’uomo su essi ha un’enorme superiorità per via del suo cervello e soprattutto della conformazione della sua mano.
L’alleanza del cervello con la mano, questa alleanza tra il cervello che può ideare e la mano che può creare cioè che materializza l’idea, questa collaborazione tra il cervello e la mano è il fattore che ha reso possibile il sorgere delle nostre civiltà e la creazione di tante opere tra cui autentici capolavori, quindi la nascita ed esistenza dell’Arte.
Senza questa abilità delle mani dell’uomo dovuta alla loro conformazione i nostri musei non sarebbero pieni di pitture e di sculture, le nostre città non avrebbero tante chiese e tanti palazzi che sono vere meraviglie di architettura e anche la musica e la letteratura non esisterebbero. Non esisterebbero dico le manifestazioni più alte dello spirito ma anche la vita quotidiana degli uomini avrebbe avuto un altro aspetto e probabilmente noi avremmo continuato a vivere nelle caverne difendendoci a malapena dal freddo e dai pericoli.

Pensando che oggi gli uomini non potrebbero più vivere nelle caverne e non potrebbero fare a meno di tutte quelle comodità che loro procurano l’abilità delle mani e l’agilità delle dita, pensando a tutto questo, dico, si è costretti per forza a supporre che gli uomini dovrebbero essere estremamente preoccupati di conservare l’abilità delle loro mani e l’abilità delle loro dita.

Sarebbe logico dedurre che nella nostra epoca meccanizzata in cui gradatamente le macchine sostituiscono il lavoro manuale gli uomini dovrebbero essere addirittura spaventati dall’idea di quello che potrebbe accadere nel futuro se gli uomini non sapessero più fare nulla con le loro mani e dipendessero completamente dalle macchine e che spaventati da tali idee dovrebbero cercare con ogni mezzo di porre rimedio a un simile stato di cose creando scuole specializzate, incoraggiando validamente l’artigianato e soprattutto tornando alla vera, alla sana, all’eterna concezione dell’Arte esigendo dagli artisti loro contemporanei di operare in modo che tanto il cervello quanto l’abilità delle mani fossero seriamente impegnati.
Purtroppo oggi è difficile vedere un’opera d’Arte in cui si possa sinceramente ammirare il sapere e l’abilità con cui tale opera è stata eseguita e con l’andare degli anni sarà sempre più difficile.

Giorgio de Chirico è morto a Roma il 20 novembre 1978