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Contributi
Abituare il popolo a delegare ad altri la difesa dei propri diritti significa lasciarlo in balia degli sfruttatori
Errico Malatesta
L'art. 3 della costituzione afferma il diritto-dovere di ognuno di contribuire secondo le proprie possibilità e attitudini al benessere della collettività materialmente o spiritualmente.
Qui tutti capiscono subito che è doveroso pagare le tasse, per quanto il denaro non abbia di per se una valenza positiva ed un contributo materiale ed economico possa essere dato anche in altro modo, per esempio qualcuno potrebbe scegliere di lavorare un mese l'anno in lavori di utilità pubblica ripulendo un parco o dando lezioni gratuite agli studenti in difficoltà. Manutenzioni, servizi di varia natura che i cittadini potrebbero scegliere di svolgere, ognuno secondo le proprie possibilità, in alternativa al contributo pecuniario.

A
ttualmente il problema della maggior parte della gente non è più quello di lavorare per campare ma quello di arrivare a svolgere un lavoro abbastanza redditizio da poter pagare le tasse e tutti i balzelli in cui s'inciampa ogni giorno.
Questo per pagare coloro i quali forniscono la società dei servizi necessari, dei quali una buona parte potrebbe essere effettuata direttamente dai contribuenti.

P
arlando del progresso spirituale è evidente che questo spesso è in contraddizione con quello materiale perché spesso per aumentare il reddito bisogna sacrificare la qualità sia dei prodotti sia della vita di chi li produce provocando alla fine disagi e danni che incidono poi sull'economia reale.
Se nella nostra società fosse più diffuso uno spirito conviviale di collaborazione e tolleranza anche le difficoltà economiche potrebbero essere affrontate con minor disagio.

Q
uindi al progresso materiale e spirituale contribuiscono non solo coloro che pagano le tasse, i sacerdoti e gli insegnanti di teologia ma anche tutte quelle persone che cercano di vivere rispettando gli altri, la natura e se stessi e che cercano di essere attenti e disponibili ai bisogni della società in cui vivono.
Se riescono a campare con lavori occasionali e marginali non devono essere criminalizzate ma al contrario aiutate a sviluppare il loro potenziale, solo così può venire alla luce un certo tipo di lavoro sommerso che non si regge certo sullo sfruttamento e sull'abuso ma anzi su capacità e conoscenze spesso di buon livello di persone oneste che si trovano loro malgrado ad operare in una situazione di semiclandestinità.

Betti Cacciari
Apr. 1998 GAP (Gruppo Artigiani Pennabilli)