
PROPOSTA
del
Gruppo Artigiano
Pennabilli
Siamo
un gruppo di artigiani che non vogliono lasciare andare disperse conoscenze,
abilità e visioni maturate in decenni di lavoro e ricerca. Passare la
nostra esperienza ad apprendisti è incompatibile con le normative vigenti.
Impegneremmo volentieri le nostre
capacità ed energie, per realizzare alcune cose:
- scuola-bottega produttiva e liberamente accessibile, centro di educazione,
attività e informazione
- museo d'artigianato, con una parte esposizione permanente ed una parte
riservata a mostre individuali o collettive
- biblioteca, centro di documentazione e di aggiornamento su corsi, opportunità
e mostre
- punto di assistenza, scambio informazioni, offerta di servizi e prodotti.
Un centro per realizzare le idee che
richiedono investimenti modesti:
- editare smilzi manuali tecnici, studi storici, cataloghi;
- produrre video e CD didattici e documentari;
- mantenere un sito Internet aggiornato sulla realtà artigiana, sulle
tecniche, sulla riflessione;
- tenere aste e mostre mercato periodiche per dare agli allievi un riscontro
locale, ed alla scuola un contributo al proprio finanziamento.
In una prospettiva ampia di rapporti
con realtà artigianali di tutti i paesi, adeguatamente promosso, il centro
potrebbe essere visitato e frequentato da studenti stranieri, stimolare
un tipo di turismo culturale, numericamente ridotto ma qualitativamente
valido, ospitare seminari a tema, proporre corsi periodici per dilettanti
e professionisti.
Avrebbe agganci con il Museo d'informatica
di Pennabilli (progettazione al computer, supporti multimediali) e con
la realtà locale (bed and breakfast, vecchi artigiani).
Potrebbe comprendere una blioteca/emeroteca/centro di documentazione,
capace di offrire stimoli, di qualificare culturalmente l'uso creativo
delle energie giovani e di suggerire opportunità di lavoro autogestite
e innovative.
I
piccoli artigiani che non vogliono ingrandirsi, fare impresa, vedere crescere
il fatturato ecc., si presentano:
La maggioranza di noi vive in paesetti o in campagna e ha un orto
o coltiva qualcosa. Cerchiamo di riciclare, riutilizzare, di intervenire
su pezzi di materia disordinati per fare strutture ordinate e arricchirle
di un nuovo valore estetico e/o funzionale.
Generalmente il valore delle nostre attrezzature è basso, il laboratorio
è in casa. Lavoriamo individualmente, aiutati a volte da un familiare,
non abbiamo orari di lavoro.
Abbiamo sperimentato la necessità di essere autonomi e di autogestirci
nella realizzazione dei prodotti; riteniamo che l'artigianato su scala
familiare sia un modo di produzione che incentiva la responsabilità individuale
e la compatibilità sociale e ambientale.
L'artigianato chiede poco impegno economico, è congenitamente una
forma di occupazione diffusa che alimenta l'economia locale, che sostituisce
alla potenza rapida e poco flessibile della tecnologia industriale un
fare attento ai particolari, capace di adattarsi e di fermarsi a riflettere.
La normativa vigente penalizza i piccoli artigiani, disconosce un
modo di vivere diverso e di piccolo impatto anche economico, non competitivo
e non asservito a logiche imprenditoriali.