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L'uomo
tende a migliorarsi, la macchina a ripetersi. L'utilità della produzione in
serie consiste nella possibilità di ripetere infinite volte un processo che
è costosissimo come preparazione, impianto dei macchinari, avviamento ecc.,
ma che una volta funzionante può ripetersi con un costo minimo. Questo significa
che tante più sono le chitarre di una serie, tanto meno viene a costare ciascuna...(omissis).
Al contrario, l'uomo tende a migliorarsi, a sperimentare, a non essere mai
soddisfatto, a non ripetersi mai. Il liutaio che mi ha insegnato a lavorare,
da quando lo conosco, ogni volta che comincia un gruppo di nuove chitarre
sperimenta una innovazione, cambia un particolare, poi verifica e procede
così imparando dai propri errori e sempre migliorando. Del resto, basta pensare
a Stradivari, che fece i suoi strumenti migliori dopo i sessant'anni e che
lavorò fino a novantaquattro, con un processo di crescita che non ebbe pause
lungo i settant'anni della sua carriera.
L'uomo tende alla personalizzazione,
la macchina alla standardizzazione. Fin dalla scelta dei materiali i criteri
sono diversi; una tavola particolarmente bella è una scoperta di valore per
l'artigiano che pensa già come sfruttarla; lascia invece indifferente la macchina,che
la tratterà esattamente come le altre.
L'industria sceglie il materiale non in base alla qualità, ma in base alla
quantità: l'importante è che sia disponibile in quantità adeguate e con caratteristiche
più o meno sempre uguali; gli sbalzi di qualità, che siano in meglio o in
peggio, sono sempre negativi. Allo stesso modo le scelte costruttive avvengono
non tanto con criteri acustici o di estetica, ma in base a dati quali il numero
di processi costruttivi necessari, o la percentuale di rotture del legno nelle
lavorazioni ecc.
Un punto particolarmente interessante poi, è la riduzione della tavola armonica
di abete allo spessore ottimale: questo spessore varia grosso modo da 2 a
4 mm a seconda del tipo di legno (abete maschio o femmina, rosso o comune),
della larghezza e dall'inclinazione delle fibre, della durezza della pasta
ecc. Lo spessore va quindi determinato e lavorato tavola per tavola, punto
per punto, in base all'esperienza, mentre l'industria sceglie uno spessore
medio e lo applica indifferentemente a ogni materiale. L'uomo si adegua al
materiale, la macchina forza il materiale ad adeguarsi.
Per l'uomo difetti e pregi diventano
esperienza. Nella produzione artigianale il liutaio è il primo a controllare
lo strumento finito. Ciò gli permette, l'abbiamo già detto,di verificare l'effettivo
risultato dei suoi esperimenti, ma c'è di più: quante volte un risultato inatteso
ha portato a una scoperta importante, in ogni campo! Dalla carta igienica
alla radioattività, quante volte un errore casuale, un particolare trascurato,
hanno portato a risultati inattesi! Così anche nel lavoro dell'artigiano capita,
per esempio, che due chitarre costruite per essere identiche, mostrino una
differenza di resa inspiegabile; e allora vi si ricostruisce tutto il cammino
fatto, si risale ai materiali, alle singole lavcorazioni, ci si ricorda il
particolare, l'errore magari, che è alla base della diversità di suono: e
così l'imponderabile diventa esperienza... (omissis).
Per l'artigiano è importante diffondere
la conoscenza, per l'industria è importante diffondere l'ignoranza. L'industria
deve vendere tanto, deve vincere la concorrenza sul piano della pubblicità,
deve convincere le persone che hanno bisogno di una chitarra, e proprio di
quel tipo e di quella marca. L'industria non si può accontentare della gente
che davvero ama suonare, non può parlare chiaro. Deve promuovere il prodotto
e quindi pubblicità; ha necessità di alti margini di guadagno, e quindi materiali
scadenti e lavorazioni grossolane; ha necessità di privilegiare quegli aspetti
di standardizzazione, di rifinitura, e di tacere ciò che veramente conta per
il suono e la durata dello strumento.
L'artigiano, al contrario, deve convincere
la gente a badare più alla sonorità, al timbro, alla durata, a un gusto estetico
semplice, a quella bellezza legata al contenuto, più che alla forma. E per
far questo l'artigiano ha tutto l'interesse a spiegare i processi costruttivi,
l'importanza dei materiali, la funzione di ogni particolare. Ha interesse
che la gente sappia giudicare, riconoscere veramente il valore di uno strumento.
E questo è fare cultura, diffondere l'amore per la musica e il sapere.
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