![]() |
William
Morris IL PANE E LE ROSE Giuseppina Ciuffrida Il manifesto Apr 2001 |
||||||
| Nel
centenario della morte, nel 1996, la Gran Bretagna ha celebrato con ben
152 eventi William Morris, straordinario protagonista dell’era vittoriana.
Poeta, romanziere, traduttore, pittore, editore, designer, artigiano finissimo,
imprenditore, ambientalista e socialista, Morris è ricordato dai conservatori
per la sua creatività artistica e dalla sinistra per il suo impegno politico.
Ma i due aspetti non possono essere separati: il Pane e le Rose nella sua
visione procedono insieme L’antagonismo nasce in Morris dalla repulsione per la bruttezza degli oggetti prodotti in fabbrica ma la sua critica coinvolge da subito l’intero modo di produzione. L’Inghilterra all’epoca è l"officina" della rivoluzione industriale, chiave di volta di un progresso infinito ritenuto certo, ma gli effetti negativi del progresso tecnologico già sono evidenti ai contemporanei. Numerosi studi diventati poi famosi denunciano le condizioni drammatiche di lavoro e di vita della classe operaia. Il rapporto di Edwin Chadwin sulle pessime condizioni sanitarie dei lavoratori a Londra è del1842, Engels pubblica il suo saggio sulla classe operaia in Inghilterra nel 1845, Arnold Toynbee nel 1880 tiene lezioni a Oxford sui costi della rivoluzione industriale, la mappa della povertà a Londra viene elaborata da Charles Booth tra il1886 e il 1889. Se per la maggioranza della classe media emergente la povertà è solo frutto di imprevidenza, ed è quindi una colpa, la vita grama della classe operaia, lo stravolgimento del modo di lavorare e il degrado repentino del territorio fanno muovere filantropi, socialisti e politici di entrambi gli schieramenti (i conservatori tories legati alla terra e i whig pro industria, poi i radicali e i liberali). |
|||||||
| LA
RIVOLTA ETICA Contro la rivoluzione industriale si impegnano i maggiori intellettuali dell’epoca. Già Lord Byron aveva parlato a favore dei luddisti, passati alla storia solo come distruttori di macchine. Nell’era vittoriana poeti, romanzieri, pittori, storici, architetti (Thomas Carlyle, Alfred Tennyson,Charles Dickens, Elizabeth Gaskell, Robert e Elizabeth Browning, George BernardShaw, ma l’elenco è ben più ampio) prendono posizione pubblica, anche con le loro opere. John Ruskin è l’ispiratore carismatico di questa rivolta etica,ed estetica. Ruskin celebra infatti il “lavorare con gioia”come bisogno naturale dell’essere umano, negato dalle mansioni esecutive e ripetitive imposte dalla fabbrica, e afferma la dignità del lavoro manuale libero e creativo, caratteristica dell’artigianato. La sua influenza morale fu così forte che persino Oscar Wilde prese il piccone per costruire una strada,mentre i pittori preraffaelliti DanteGabriel Rossetti e Ford Madox Brown insegneranno in una scuola serale per operai. L’East End, la zona più povera di Londra, diventa un laboratorio sociale per filantropi e socialisti. I Barnett e Lady Burdett-Coutts vi costruirono abitazioni popolari; Annie Besant, femminista socialista poi dirigente massimo della società teosofica,vi organizzò uno sciopero vincente delle fiammiferaie,Catherine e William Booth vi aprirono centri dell’Esercito della salvezza e una fabbrica d fiammiferi modello, il dottor Thomas Barnardo dette vita qui alle sue famose case per bambini abbandonati, C. R. Ashbee creò una scuola per lavoratori in cui coinvolse laureati di Oxford e Cambridge e poi una famosa comunità di artigiani. L’esponente di maggior prestigio di questa generazione impegnata è William Morris. |
UN
VISIONARIO PRATICO Un visionario pratico, così si è definito, con ragione. Per tutta la vita ha infatti provato a incarnare i suoi sogni, aiutato in questo da una mentalità pragmatica e da una grande abilità manuale. Figlio di un ricco imprenditore, William Morris nasce nel 1834 a Walthamstow, un villaggio vicino Londra. Studia a Oxford e viene attratto dalle riflessioni di Ruskin sulla natura del gotico, in cui il profeta della reazioni anti industriale critica a fondo la disumanizzazione del lavoro in fabbrica ed esalta la creatività artigiana medievale. Morris aspira a un mondo di rapporti amicali forti tra persone creative e Red House, la casa che l’architetto Philip Webb disegnerà nel Kent perlui e per sua moglie Jane, bellissima proletaria, è concepita come una sorta di Camelot, che arreda e decora con gli amici pittori Edward Burne-Jones e DanteGabriel Rossetti. Convinto che il lavoro in fabbrica annulli la creatività umana, Morris pensa a un tipo di produzione che consenta libertà creativa e non generi degrado. L’alternativa saranno le Arts and Crafts, che negano la divisione tra “belle arti” e arti applicate e promuovono il lavoro dell’artigiano. Morris proclama con forza il diritto degli operai alla bellezza: l’arte, sostiene, è l’unico sollievo vero alla fatica ed è l’espressione della gioia che si pone nel lavoro. Arte e bellezza sono dunque bisogni di base umani come il pane, e la bellezza per Morris nasce dalla libertà e dall’amoreper la natura. Il movimento Arts and Crafts da lui ispirato coinvolgerà una generazione di architetti, designer e artigiani (tra i quali i socialisti W. R. Lethaby, Walter Crane e C. R. Ashbee), uniti nel desiderio di migliorare la qualità degli oggetti usati nella vita quotidiana, cambiare le condizionidi lavoro e restaurare il potere dell’artigiano. Nel loro lavoro usavano materiali locali, tenevano conto della tradizione vernacolare nel rispetto del paesaggio e spesso crearono comunità in campagna, dove vita e lavoro erano uniti nella fratellanza e per una vita semplice, principi che li collocano tra i pionieri dell’ambientalismo. Morris si impegna in prima persona per la difesa dei commons, degli antichi edifici e dell’ambiente contro il degrado e lo squallore industriale, attraverso la creazione di associazioni nazionali specifiche. Dopo Red House, considerata oggi uno dei primi esempi di design moderno, Morris mette su un’impresa specializzata in arredamento, apre un negozio in Oxford Street e laboratori fuori Londra. Ridà vita ad antiche tecniche di tessitura e colorazione, disegna vetrate, mobili, carte da parati e tappezzerie ispirati ad antichi modelli e alle forme della natura: molti di questi lavori sono ora esposti al Victoria and Albert Museum di Londra. Crea anche una casa editrice che stampa con caratteri tipografici ispirati al Quattrocento italiano e al gotico tedesco. Il suo lavoro ha un successo clamoroso e ispira le principali tendenze artistiche di fine Ottocento e inizio Novecento: la scuola di Glasgow di Charles Rennie MacIntosh, l’Art Nouveau, i Wiener Werkstatte, il Liberty e anche il lavoro dello svedese Larsson, dello spagnolo Antonio Gaudì e dello statunitense Frank Lloyd Wright. |
||||||
| L’IMPEGNO
POLITICO
L’impegno politico di Morris si muove prima nelle formazioni allora esistenti poi, dopo l’incontro con “Il Capitale”, fonda lui stesso dei gruppi socialisti. La figlia di Marx, Eleanor, si iscrive alla sua Lega e lavorerà sempre con lui. Morris tiene conferenze agli operai in Inghilterra e Scozia, parla nelle manifestazioni (un primo maggio parla insieme a Engels e George BernardShaw), e viene anche arrestato. L’influenza marxista è forte ma lo sono anche le differenze:per Marx il capitalismo industriale è positivo rispetto alle strutture patriarcali precedenti,mentre la natura è soprattutto il materiale dell’attività lavorativa umana. Per Morris invece la natura è la fonte della verità e della bellezza, l’ispiratrice di ogni attività creativa umana, le sole che rendano la vita degna di essere vissuta, e il comunismo è una forma superiore di vita medievale, integrata dalle conquiste civili ottenute nei secoli dopo la rottura del feudalesimo, che offre opportunità a tutti di soddisfare i propri bisogni attraverso una vita semplice, l’armonia con la natura e la bellezza nella vita di ogni giorno celebrata dall’arte popolare. La base sono le piccole comunità rurali legate in network, rigenerate attraverso l’artigianato,dove la famiglia di sangue si apre alla famiglia di comunità, non separate dalle città, immerse nel verde. E’ un cambiamento profondo che, sostiene, ha bisogno dell’adesione convinta della maggioranza della popolazione, per cui la formazione dei socialisti diventa fondamentale. |
I
SUOI ROMANZI |
||||||
| Per
chi vuolesaperne di più: William Morris, Come potremmo vivere, EditoriRiuniti, Roma 1979 William Morris, News fromNowhere and Other Writings,Penguin Books, London 1993 Fiona MacCarthy, WilliamMorris: a Life for Our Time,Faber and Faber,London, 1995 |
|||||||