L'elenco dei mestieri artistici, tradizionali e dell'abbigliamento su misura risultava fino ad ora definito dal Decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1964, n. 537.
Oggi tale elenco è stato integrato e modificato ai sensi dell'art. 4 della Legge - quadro per l'artigianato (L. n. 443/85).
In base alla specifica procedura indicata dalla norma il Consiglio aveva approvato in data 18 dicembre 1996 un parere molto circostanziato che, oltre a prevedere una nuova definizione dei settori in questione, ha classificato in modo organico le relative attività.
L'elenco ufficiale più recente si trova a questo indirizzo
http://www.artigianinet.com/diventaartigiano/attivitaartigiane/dw_19_839_2259.html
arti e corporazioni nel XIII e XIV secolo a Firenze
Le Arti maggiori (riservate ai cittadini più facoltosi) erano:
Giudici e Notai, Mercanti di Calimala (importatori e raffinatori di lana), Cambiatori, Mercanti di Porta Santa Maria (seta), Arte della Lana, Medici e Speziali, Pellicciai.
Le Arti minori:
Spadai e Corazzai, Chiavaioli, Calzolai, Correggiai, Linaioli e Rigattieri, Cuoiai e Caligai, Fabbri, Maestri di pietra e di legname, Fornai, Legnaioli, Vinattieri, Beccai, Albergatori, Oliandoli.
In totale, le Arti erano ventuno.
Nel 1378, il tumulto dei Ciompi (cardatori di lana) - guidato da Michele di Lando - condusse al riconoscimento di altre tre Arti: quella dei Ciompi, quella dei Farsettai e quella dei Tintori.
Tre dati
Nel 1568 Just Amman, incisore tedesco, illustrava 90 diversi mestieri
Nel 1777 l'Encyclopédie di Diderot descriveva più di 250 mestieri
Nel 1826 l'elenco commerciale di Pigot & Co registrava 846 mestieri nella sola Londra.
STRADE
E MESTIERI (dall'Itinerario della città e del Comune di Firenze, 1913)
Gli arazzieri lavoravano
nelle officine medicee costruite lungo la via di Cafaggio di San Marco, chiamata
poi degli Arazzieri, presso Piazza San Marco;
gli archibusieri ebbero le botteghe nel lungarno, un tempo denominato
de' Castellani ed oggi detto degli Archibusieri;
gli armaiuoli nella via detta già di Corte Mozza, poi degli Armaiuoli
oggi incorporata nella via del Moro;
i balestrieri nella via che portava questo nome ed oggi via del Proconsolo;
i banchieri e cambiatori stavano attorno al Mercato Nuovo e nelle
vie adiacenti;
i bandierai in un tratto di via dei Calzaiuoli che da loro ebbe il nome;
i battiloro in via por Santa Maria,via delle Terine e in Pellicceria;
i beccai o macellai in origine nel Mercato Nuovo, poi sul Ponte
Vecchio ed infine in piazza del Mercato Vecchio;
i biadaiuoli e fienaiuoli al canto della Paglia;
i brigliai e i fabbricanti dei vari generi di bardature da cavalli,
nel corso dei Brigliai, poi corso degli Adimari ed oggi via dei Calzaiuoli;
i calderai in via de' Pucci, già via dei Calderai;
i calzaiuoli (fabbricanti di calze) nella via che ne porta tuttora il
nome;
i calzolai e pianellai in Orsanmichele, nel borgo di San Pier
Gattolino oggi via Romana, e nella via dei Pianellai oggi via Pietrapiana;
i cappellai nel lungarno già dei Cappellai, poi via degli Acciaioli e
in via dé Cappellai, poi via della Nave, oggi via de' Tosinghi;
i cartolai e librai nella via e nel canto dei cartolai, fra la
badia e via Condotta;
i ceraiuoli e fabbricanti d'immagini in via dei Servi;
i chiavaiuoli in un tratto della via dell'Arcivescovado, ora via Roma,
che da loro ebbe nome;
i cimatori nella via che è tuttora così intitolata;
i cofanai in via del Cocomero, oggi via Ricasoli;
i corazzai nel corso degli Adimari, oggi via dei Calzaiuoli e nella via
Pucci;
i cuoiai dietro la chiesa di Santa Trinita, in una piazzetta che ne portava
il nome;
i fabbri attorno ai Mercato Vecchio e in via tra' Ferravecchi oggi via
degli Strozzi. Alcune sezioni o membri dell'Arte stavano pure in altri luoghi;
i farsettai (o sarti) nella via dei Calzaiuoli, già via dei Farsettai;
i fibbiai nella via che tuttora ne porta il nome;
i galigai (conciatori di pelli) dietro la chiesa di San Piero Scheraggio
sulla piazzetta del Grano, poi nei pressi della chiesa di San Giuseppe;
i lanaiuoli avevano botteghe in molte vie, ma i centri più importanti
di questo commercio, chiamati conventi di lana, erano attorno alla chiesa di
San Martino, di San Michele alle Trombe, poi Santa Elisabetta, nella via della
Vigna Nuova e in via Maggio;
i legnaiuoli stavano attorno a Sant'Andrea in Mercato Vecchio, in Pellicceria,
in Calimala;
i mercanti avevano i fondachi di panni forestieri in Calimaruzza, in
Calimala, in via Porta Rossa e in piazza della Signoria;
i merciai in via Por Santa Maria, in Calimala e in via del Palagio, ora
via Ghibellina;
gli orafi in via degli Orafi, ora via de' Federighi, in Calimala, in
Mercato Vecchio e, sotto il governo mediceo, sul Ponte Vecchio;
i pellicciai e vaiai in via Pellicceria; i pesciaiuoli sulla piazza
tuttora detta del pesce, presso il Ponte Vecchio, poi sulla piazza del Mercato
Vecchio;
i pittori nel corso dei Pittori, ora via Calzaiuoli;
i rigattieri (tappezzieri, venditori di mobili ecc.) nella via dei Rigattieri
ora via dei Brunelleschi e in Pellicceria;
i saponai nella via che ne porta tuttora il nome;
i setaiuoli in Mercato Nuovo, in via Vacchereccia, in via por Santa Maria
e in via porta Rossa;
gli spadai anticamente stavano in una piccola strada vicina alla chiesa
di Sant'Andrea in Mercato Vecchio, poi nella via degli Spadai, oggi chiamata
via de' Martelli dal nome della più cospicua fra le famiglie degli Spadai;
gli stamaiuoli (tessitori di stame di seta) nella via che da loro prendeva
il nome ed oggi si chiama via dei Palchetti;
gli stracciaiuoli (fabbricanti di tessuto di filaticcio) in un tratto
della via oggi de' Brunelleschi;
i tintori nel corso de' Tintori, in via Benci, in piazza de' Peruzzi,
in piazza d'Arno, oggi piazza Mentana, nel lungarno presso il ponte alle Grazie
e nelle vie adiacenti.
Da I
bronzi decorativi del mobile impero in Toscana Ginevra Tomasi
Solo dopo la soppressione
delle corporazioni, l'artigianato assunse il carattere di libera impresa e le
dimensioni dell'«azienda» non furono più imposte dagli Statuti, ma dalle leggi
del mercato. Così l'artigiano divenne un produttore libero che poteva gestirsi
autonomamente.
A questa maggiore libertà si accompagnò un'ulteriore specializzazione nel proprio
settore: all'interno di ogni corporazione, infatti, ne esistevano moltissime,
come si può ben vedere scorrendo, per esempio, l'elenco dei mestieri e delle
arti di alcune corporazioni a fine '700 a Venezia, Milano, Bologna e Roma.
Non diversa era la situazione a Firenze: nel censimento del 1810 sono
presenti più di cinquanta mestieri e specializzazioni diverse all'interno del
solo settore dei metalli.
Le voci censite sono le più varie:
tornitore, ottonaio, bronzista, calderaio, stillatore, fonditore di carattere,
pentolaio, magnano, archibugiere, chincagliere, lanternaio, manescalco, gabbiaio,
fabbro, campanaio, tappaio, armaiolo, orologiaio, gioielliere, bigiottiere,
ripulitore di argento, gioittiere, stovigliaio, stagnaio, coltellaro, spadaro,
chiavaro, arruotatore, forbiciaro, peltraro, lucernaro, manticciaro, agucchiaruolo,
canzalavezo, morraro, rigattiniero, strengaro, ferraro.
Suggerimenti
per un catalogo delle attività artigiane.(ott 06)
I filoni principali hanno come criterio il materiale usato per avere confini
relativamente chiari.
lavorazione della pietra - scultori in marmo o altre pietre
lavorazione del metallo - argentieri e orafi, ferro battuto
lavorazione del cuoio - accessori d’abbigliamento e confezione
calzature
lavorazione dell’argilla - ceramica, maiolica e porcellana
lavorazione del legno - ebanisti, intagliatori, intarsiatori
lavorazione del vetro - vetrate artistiche, vetro soffiato, vetri a lume
tessitura - tessitura manuale, ricamo ed affini, abbigliamento e accessori
fotografia e pittura - fotografi, acquafortisti, disegno e pittura
restauro - restauro tessile, ligneo, pittorico eccetera
varie - lavorazione della carta, lavorazione di canestri e cesti, fabbricanti
di lampade, fabbricanti di strumenti musicali
