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Tesi
1
La bellezza è un esigenza primaria dell'uomo. In tutte le civiltà gli oggetti
della vita quotidiana sono sempre stati molto più che dei beni strumentali,
i villaggi e le città molto più che meri accostamenti di edifici, e il paesaggio
molto più che un mero spazio da usare o edificare, essendo stati plasmati
anche secondo esigenze estetiche.
La bellezza, apparentemente inutile e superflua, è sempre stata considerata
una necessità. Aver distrutto la bellezza della natura e della cultura che
abbiamo ereditato è uno del peccati più gravi della nostra civiltà. La mancata
soddisfazione delle esigenze estetiche in un mondo sempre più inquinato e
cementificato, e la perdita di sensualità nelle nostre percezioni ci rendono
sempre più difficile trovare la strada verso uno sviluppo sostenibile. Senza
bellezza non si realizza la vita.
Tesi 2
L'impatto con la bruttezza è stato per molti la vera spinta all'impegno ecologico.
Molte persone hanno acquisito una coscienza ambientale non per le previsioni
sulla scarsità delle risorse o sulle alterazioni climatiche, ma, sentendosi
offese nella propria sensibilità estetica, si sono mosse contro il deturpamento
del paesaggio, i rischi tecnologici e la distruzione degli ecosistemi.
Il movimento ambientalista si è opposto al dilagare della bruttezza, dei pericoli
incombenti e del degrado ambientale, tutte antitesi della bellezza. Se l'impatto
con la bruttezza è una molla per l'impegno ecologico, l'idea della bellezza
e di uno sviluppo sostenibile possono infondere in noi la voglia e il piacere
di impegnarci per un futuro ecologico.
Tesi 3
La bellezza è un fattore essenziale della sostenibilità, un aspetto irrinunciabile
finora perlopiù trascurato. Lo sviluppo sostenibile presuppone una riduzione
del consumo delle risorse naturali, ma questo limite rappresenta una grande
opportunità. Siamo chiamati a trovare nuove forme produttive, stili di vita
e modelli di consumo che comportino un utilizzo oculato delle risorse naturali
e ci seducano anche attraverso la sfida affascinante di dover convivere coi
nuovi limiti, come illustrano gli esempi presentati a Dobbiaco.
La bellezza del senso della misura, del non fare, della moderazione, della
gestione accorta delle risorse, ma anche la bellezza della varietà ecologica
e culturale, della peculiarità, della ritrovata identità locale, la bellezza
dell'era postindustriale e solare sono altrettante espressioni di una bellezza
conciliabile con una vita sostenibile.
Tesi4
Non viviamo di solo pane: anche la bellezza è un bene vitale, senza il quale
le nostre percezioni ed emozioni sarebbero del tutto denutrite. Il bello deve
quindi ritrovare il proprio spazio nella nostra vita quotidiana, coniugandosi
con l'utile. Ciò vale anche per l'agricoltura e la produzione di alimenti.
Un esempio ben riuscito di una nuova sintesi fra esigenze economiche ed ecologiche
e la bellezza ci viene dai laboratori rurali di Herrmannsdorf, nei pressi
di Monaco, dove la coltivazione biologica ad alta intensità di lavoro e la
varietà delle colture favoriscono la conservazione di un paesaggio antropico
ricco e variegato.
Inoltre, le stalle, i laboratori (caseificio, forno, macelleria) e tutti gli
altri spazi produttivi e abitativi sono stati realizzati con criteri bioarchitettonici
che coniugano funzionalità e bellezza. E' un esempio che mostra come un'attività
produttiva ecologica possa rendere più belle e variegate le regioni rurali.
Tesi 5
L'artigianato, in quanto alternativa estetica e sostenibile alla produzione
di massa, può vivere oggi un vero e proprio rinascimento. La grande opportunità
sta nella creatività, nella utilità, nella progettazione ed esecuzione affidate
ad una sola mano, per di più ad un alto livello estetico. Ne possono nascere
interventi creativi sull'ambiente, soluzioni personalizzate, prodotti unici
e irripetibili, materiali belli, oggetti durevoli e facili da riparare, ossia
tutti quei pregi spesso andati perduti con la produzione industriale.
Oggi l'artigianato ha l'opportunità di sottrarsi all'egemonia di una produzione
standardizzata e, grazie ad una domanda sempre più individualizzata e ai processi
produttivi flessibili col supporto del computer, può riscoprire i propri punti
di forza e la propria sensibilità estetica. L'artigianato del futuro potrà
fungere da modello, stabilendo livelli estetici pia elevati, anche per la
produzione industriale, ridando cosi vita all'antico sogno della completezza
umana.
Tesi 6
I beni materiali del futuro dovranno essere sostenibili: non più merci usa
e getta", bensì prodotti belli, qualitativamente buoni e di lunga durata,
realizzati nella consapevolezza della nostra responsabilità ambientale. Il
design ecologico considera tutto il ciclo di vita di un prodotto, dalle materie
prime al riuso o allo smaltimento.
L'estetica degli oggetti del futuro sarà imperniata su fattori quali il consumo
ridotto di risorse, l'utilità e la funzionalità, la discrezione e la responsabilità
sociale, ma anche sulle emozioni e le percezioni sensoriali che provocano.
L'uso sostituirà sempre di più il possesso dei beni. I prodotti ecologici
richiedono, non solo da parte di chi li compra e li usa, ma anche di chi li
produce, una mentalità nuova che ponga fine al rincorrersi di articoli "ultimo
grido" imposti dalla moda del momento. I beni ecologici del futuro rispondono
ad un'estetica nuova alla quale il design è chiamato a dare un contributo
importante e responsabile.
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Tesi 7
In futuro, sarà l'architettura solare ad ispirare il gusto estetico e a guidare
la mano degli architetti. L'uso del sole può aprirci la strada verso un'architettura
nuova, più in sintonia con la natura e in grado di produrre una maggiore qualità
della vita nelle aree urbane, trasmettendoci una sensazione di benessere con
edifici più verdi e luminosi.
Già oggi, innumerevoli esempi efficaci e affascinanti ci indicano quali sono
gli interventi da adottare per ridurre i consumi di energia e di materiali
negli edifici come pure i costi di costruzione e di manutenzione, utilizzando
il sole, riciclando i materiali e imitando sapientemente i processi naturali.
Le crisi ecologiche si possono superare solo progettando gli edifici in modo
che il sole ed altre fonti rigenerabili, tra cui la biomassa, forniscano tutta
l'energia di qui necessitano. L'architettura solare è una strada da imboccare
per il terzo millennio.
Tesi 8
La riscoperta della bellezza può far rinascere le città. Finora, gli agglomerati
urbani hanno invaso avidamente il territorio, disperdendosi in una massa informe
di strade e cemento, e rubandoci una parte della nostra identità. L'espansione
illimitata dei centri urbani non ha futuro e solo all'interno dei propri confini
la città può essere rifondata, facendo dei limiti una risorsa. Ogni centro
deve ridefinire il rapporto col proprio territorio.
Conservare, ristrutturare, restaurare e abbellire, salvaguardando le caratteristiche
naturali e culturali, sono i fondamenti di ogni sviluppo urbano. Occorre riscoprire
i luoghi, cogliendo la natura e le cultura che li identifica e che caratterizza
la loro bellezza. Questa bellezza riconquistata può far rifiorire le città,
come dimostrano gli esempi significativi di Napoli e Palermo, fino a poco
tempo fa considerate perdute per sempre. Rivitalizzare i centri storici migliorandone
la qualità della vita è un modo per conciliare la bellezza con uno sviluppo
urbano sostenibile.
Tesi 9
La riscoperta della bellezza può avviare anche un rinascimento dei paesaggi,
sui quali lo sviluppo industriale e l'euforia della crescita hanno lasciato
innumerevoli tracce di degrado. Inoltre, più un paesaggio ci affascina; maggiore
è il rischio di ridurlo a mera merce sul mercato turistico internazionale.
Oggi, la bellezza dei paesaggi europei, come le colline toscane, frutto del
lavoro di molte generazioni passate, sta svanendo.
Proprio in Toscana sta prendendo forma un movimento di tante piccole iniziative
volte a ridare vita al paesaggio, con interventi di sensibilizzazione ecologica
e di rivitalizzazione del patrimonio agricolo e architettonico. Si stanno
sperimentando delle opportunità per coniugare bellezza e sviluppo sostenibile
in forme non più riservate solo a pochi privilegiati. Occorrono sempre più
uomini e donne desiderosi di lasciare un propria impronta nei luoghi in cui
vivono, creando ed animando un paesaggio antropico degno di questo nome.
Tesi 10
L'era postindustriale è ormai cominciata. Nel bacino della Ruhr, dove un intero
paesaggio industriale e la sua cultura specifica stanno scomparendo, è più
forte che mai la sensazione di perdere qualcosa, e quindi il desiderio di
conservare un patrimonio culturale consolidato. E questo il merito del progetto
di riconversione ecologica ed urbanistica IBA Emscher Park, un'area di due
milioni di abitanti, dove si è voluta salvaguardare la bellezza del patrimonio
storico recente, ma realizzando al tempo stesso i presupposti di un'era postindustriale
e solare, riconciliando la bellezza e la sostenibilità.
L'istituzione del "parco", la riconversione ecologica del fiume
Emscher, il recupero degli edifici industriali dismessi, la creazione di posti
di lavoro ecologici in svariati parchi tecnologici e scientifici, come pure
i nuovi quartieri residenziali progettati e realizzati in chiave ecologica,
documentano la portata del progetto. Un ideale che si è trasformato in realtà:
conciliare tra loro la storia, il futuro e la bellezza.
Tesi 11
La bellezza è realizzabile e, come dimostrano gli esempi presentati a Dobbiaco,
essa è legata indissolubilmente allo sviluppo sostenibile. La bellezza, da
sempre elemento di conoscenza e una delle motivazioni più forti delle azioni
e dell'impegno umano, in futuro dovrà essere un elemento trainante per la
svolta ecologica che abbracci tutti i settori della nostra vita.
E questo richiede un'opera di sensibilizzazione mirata. Cibarsi di alimenti
ecologici, percepire la natura con tutti i nostri sensi, cogliere il fascino
del design e dell'architettura ecologica, vivere positivamente le città e
i paesaggi, sono tutti piaceri della nostra vita. Il confronto con la natura
e le cose belle evoca dei legami emotivi, soprattutto se la bellezza la creiamo
noi stessi.
Da qui scaturisce un'etica ecologica non dettata dal timore delle catastrofi
ambientali, ma animata dal piacere della vita. E una società ispirata a questa
etica deve spingere affinché la bellezza trovi riscontro in tutte le scelte
politiche. La bellezza è un elemento per costruire il futuro.
Tesi 12
"Meno velocità e quantità, più qualità e bellezza": la bellezza
e lo sviluppo sostenibile sono i principi ispiratori di un saper vivere ecologico.
Alle soglie del ventunesimo secolo, a differenza di tutta la storia precedente
dell'umanità, l'arte del saper vivere deve ispirarsi soprattutto ad uno stile
di vita ecologico. Oggi è l'eccesso delle opportunità a mettere a repentaglio
la nostra capacità di orientamento e la nostra indipendenza.
I limiti sono la risorsa, ma illimitate sono le risorse immateriali fantasia,
creatività e bellezza. E' ora di tirare il freno. Per evitare di essere irretiti,
ingannati e imbambolati dalla "bellezza" delle offerte consumistiche,
e per non ingannare noi stessi, ci serve un'estetica personale e collettiva
della giusta misura, una nuova eleganza della semplicità e un modo più sereno
di vivere il tempo.
Per essere convincenti, con noi stessi e con gli altri, dobbiamo riacquistare
il senso del bello e del sostenibile e trasmettere agli altri questa cultura
di vita. Avviamoci assieme su questa strada. Il futuro comincia già oggi.
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