TECNOLOGIA DEI METALLI
tecniche

MODELLI TASSELLI ANIME

                 
Modelli
- Abbiamo visto precedentemente che le forme e i modelli differiscono nelle dimensioni dai getti grezzi a causa del ritiro e dai getti lavorati anche a causa del soprametallo di lavorazione.
I modelli nella grandissima maggioranza sono fatti di legno;altre volte sono di metallo, di cera, di gesso o di argilla ; i primi sono i più economici, ma anche i più facilmente deformabili, perciò non si prestano, senza speciali cautele nella costruzione, alla conservazione,  e ad  essere usati  molte volte, specialmente a grandi intervalli di tempo: quelli di metallo sono i più costosi, ma conservano inalterata la loro forma. Il legno adoperato per i modelli deve essere bene stagionato per evitare che si verifichino contorsioni
e spaccature nel modello a causa della stagionatura naturale che avviene dopo fatto il modello ; conviene anche che  sia un legno tenero per essere lavorato facilmente, che sia leggiero  per essere facilmente maneggevole, che sia resinoso perché resista all' umidità e che sia di poco prezzo.
I modelli grandi si fanno perciò ordinariamente di pino, di pioppo e di abete; i modelli piccoli si fannodi olmo, di faggio, di  ciliegio e anche  di  legnami  duri come  il pero, sorbo ecc.    
Occorre considerare che, pur facendo uso di legname stagionato,essendo questo obbligato a stare parecchio tempo a contatto colla terra umida, il modello assorbe umidità,  si deforma e questa deformazione si riporta sulla forma e sul getto.
Bisogna anche osservare che il legname, sia quando si asciuga che quando assorbe umidità, varia molto sensibilmente nelle sue dimensioni nella direzione perpendicolare  alle fibre e varia poco nella  direzione di queste.
Per attenuare gli effetti della contrazione e del gonfiamento del legname bisogna disporre la  direzione  delle fibre  nel  senso della maggior lunghezza; conviene anche, quando s'incollano vari pezzi di legno per ottenere una certa lunghezza o un certo spessore del modello, che i vari pezzi di legno siano  incollati in modo da avere le fibre, più che è possibile,  perpendicolari tra loro :  si hanno in questo modo i cosiddetti legni compensati.
Volendo, per esempio, fare un anello, non conviene farlo in un pezzo solo come in figura 23,  per  quanto questo  possa  riuscire  più  economico, perché allora il modello tende ad ovalizzarsi accorciandosi nel senso delle frecce,  perpendicolarmente  cioè alle  direzione  delle  fibre; conviene invece di farlo di vari anelli sovrapposti e incollati come in fig. 24 e fig. 25 ; ciascuno di questi anelli è formato di vari segmenti, in cui  le fibre si incontrano ad angolo quasi retto, e la stessa condizione bisogna che si verifichi nella sovrapposizione dei medesimi, quando un anello è fatto di vari anelli sovrapposti.     
Per evitare, per meglio dire per diminuire, la possibilità che un modello assorba umidità dall' atmosfera o dalla terra, esso deve essere lisciato e verniciato con la gommalacca sciolta nello spirito, o con altra vernice a colore.     

Sformo

- Nella costruzione del modello il modellista deve sempre uniformarsi ai criteri del formatore, affinchè il modello possa essere facilmente formato e sformato.
Se il pezzo ha una forma cilindrica o prismatica e lo sfilamento deve essere fatto nel senso dell'asse  del cilindro o del prisma, allora i modelli devono  assumere  una  forma leggermente conica o piramidale, affinchè durante lo sfilamento le pareti del modello non strofinino sulle pareti di terra
della forma disgregandola.
Questa conicità si chiama sformo ed è di circa 2 mm. per metro.
Volendo, per esempio, formare un pezzo cilindrico come quello rappresentato con punteggiata in fig. 26 e volendo sformare nella direzione della freccia, è necessario dare alla forma e al modello una figura leggermente  conica, come si vede nella figura a linee piene.    
Allo scopo di facilitare lo sformo è necessario provvedere affinchè la terra non si attacchi al modello, e questo si ottiene levigando le superfici del modello, oppure rivestendole di un leggiero strato di cera; allo stesso scopo si usa anche, prima di cominciarea versare la terra sul modello, di spargere su questo un leggero strato di polvere fina di carbone o di sabbia asciutta.    
In alcuni casi, per facilitare lo sformo, si costruisce il modello in parecchi pezzi, che si possono facilmente separare e rimettere a posto con opportuni richiami.
Così per esempio per facilitare lasformatura di un tubo, che per il momento supponiamo fuso pieno,cioè senza foro, rappresentato in fig. 27 e fig. 28, conviene fare il modello in due parti che si dividono e si uniscono secondo il piano 'mediano a b e vanno esattamente a posto mediante le due caviglie e leggermente coniche che sono fissate a un mezzo modello ed entrano esattamente nei fori d che si trovano sulla faccia a b dell'altro mezzo modello: le caviglie e le piastrine forate sono ordinariamente di ottone.
Una volta fatta la forma, che deve essere necessariamente di due parti, per poterla aprire ed estrarne il modello, essa viene aperta come indicano le figure; ciascuna mezza forma porta con sé il  suo  mezzo  modello,  che così  è facile  estrarre, facendo uso di  un uncino, fig. 29, che si avvita nel foro g del mezzo modello, e all' atto di tirarlo lo si batte tutto intorno con  leggeri  colpi  di  martello, obbligando così il modello a distaccarsi dalla terra.
In questo caso,come vedremo, il modello avrebbe potuto essere fatto più economicamente in un pezzo solo, ma avremmo avuto maggior difficoltà nella formatura e sformatura.    
In altri casi è assoluta necessità di fare il modello in vari pezzi; questo si ha quando il modello presenta dei sottosquadri, che non permettono di sfilare il modello senza rovinare la forma. Così se il  tubo dell' esempio precedente ha delle nervature n come  quelle rappresentate in fig. 30 e 31 allora è evidente che nell'estrarre il mezzo modello all'insù verticalmente le due nervature inclinate a 45° rispetto alle verticale, fig. 31, si trovano in sottosquadro per modo che esse rovinerebbero la forma, se fossero estratte insieme al mezzo modello.
È necessario allora che  queste  due  nervature non siano in un pezzo col modello, ma tenute a posto da viti, g,
le quali vengono tolte durante la formatura, fig. 30, appena prima di coprire colla terra le teste delle viti, e quando la terra calcata sui fianchi delle nervature le tiene a posto, cioè quando la terra è calcata sul modello fino a raggiungere presso a poco la  linea  a b. 
Così quando si sfila, fig. 31, il mezzo modello le due nervature restano nella forma non essendovi più le viti e vengono poi estratte nelle direzioni delle frecce.

Tasselli
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Un' altra maniera di evitare i sottosquadri è quelladi ricorrere ai  tasselli, e consiste nel  fare la forma  scomponibile invece del modello scomponibile ; quella parte della forma, che con opportuni riporti entra ed è messa a posto nell'altra si chiama tassello.
Così il  semitubo  rappresentato  dall' esempio  precedente può essere formato con un modello che abbia il contorno p q rstxywzonmih, fig. 32, e, dopo estratto il modello senza alcuna difficoltà, si mettono a posto i due tasselli p q r g f b a, k h i m e  d e.    
I tasselli si costruiscono a parte entro casse,  che sono eguali perfettamente alle casse d'anima, che ora vedremo.    

Anime

- Nel caso in cui un getto presenta un vuoto interno, il modello del getto si fa pieno con delle sporgenze nelle parti dove i vuoti sboccano all'esterno della superficie; queste sporgenze si chiamano portate d' anima, e sono colorate differentemente dal resto del modello per distinguerle.     
La forma ottenuta con questo modello presenta evidentemente dei vuoti in corrispondenza delle portate d' anima, che si chiamano le portate d'anima della forma.
A parte si costruiscono  le cosiddette anime in casse speciali che si chiamano casse d'anima, che hanno il vuoto eguale a quello che si vuol avere nel getto prolungato della lunghezza delle due portate d'anima.
L'anima cosi  preparata si mette a posto nella forma alloggiandone gli estremi  nelle portate d' anima della forma, rivestendo gli stessi estremi di  un leggero strato di argilla, spappolata in acqua, che fa da adesivo. 
In conclusione tra anima e cassa d' anima e' è lo stesso  rapporto  che e' è tra forma e modello; l'anima è una forma e la cassa  d'anima è un modello, mentre la forma ordinaria è esterna al suo modello, l'anima è interna al suo modello ed è un pieno di terra che corrisponde a un vuoto del pezzo, la forma invece è un vuoto  ottenuto nella terra che corrisponde al pieno del pezzo.      
Si voglia per esempio fondere un tubo come quello  indicato  in fig. 33.
Si prepara il modello pieno come in fig. 34 con le portate  d' anima a che sono due sporgenze cilindriche del diametro eguale  a quello del foro del tubo.
Una volta formato il tubo pieno, si apre  la forma, si toglie il modello e si mette a posto l' anima  A fig. 35 che è sostenuta nella forma dalle portate d' anima.      
Ritorneremo in seguito sulla costruzione delle anime: per ora  possiamo dire che in generale si costruiscono nelle cosiddette casse d' anime, di cui quella rappresentata  in fig. 36 e 37 è relativa al caso considerato.
I tasselli che abbiamo visto in fig. 32 si costruiscono nello stesso modo.
Per far andare esattamente a posto i due
gusci a, b componenti la cassa d' anima, che anch' essa si deve aprire per estrarre l'anima, vi sono i richiami e costituiti da caviglie e fori ; la molla M ha lo scopo di tenerla chiusa.