precauzioni

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Prima di tutto voglio ricordare che oltre all'inquinamento nel lavorare il metallo, c'è l'inquinamento a monte. Comincia dalla miniera, quelli che ci vanno per tirare fuori oro, argento, rame e gli altri metalli, fanno un lavoro pesante e rischioso; non li immagino la mattina uscire cantando come i sette nani dalla casetta nel bosco. Estrazione e raffinazione dei metalli: enormi quantità di energia, enormi quantità di scorie e molti danni all'ambiente; penso all'inquinamento da mercurio e agli indigeni scacciati e ammazzati per mano dei cercatori d'oro in Brasile. Le fonderie scaricano fumi nocivi e inquinano anche termicamente le acque. Lo stato riconosce che chi lavora in questi settori si logora più di altri lavoratori. Insomma, l'artigiano ha già fatto danni prima di cominciare a lavorare.

Per i piccoli artigiani del metallo, i rischi sono limitati e riguardano più l'operatore che l'ambiente.
Le esalazioni del borace, ancor più quelle di salnitro e cloruro d'ammonio, sono dannose. Conviene fondere sotto cappa o in stufa. Non saldare a lungo in ambienti chiusi, specie usando flussi fluorurati.
L'acido solforico (sbianca) si usa diluito e non evapora, ma pezzi di metallo rovente possono provocare schizzi di liquido che hanno un certo potere corrosivo, conviene aspettare che il pezzo si raffreddi oppure lo si immerge prima in acqua.
L'acido nitrico, che si usa per raffinare l'oro e incidere l'argento e il rame, l'acido fluoridrico, usato per smalti e vetro, l'acqua regia (mescolanza di nitrico e cloridrico), sviluppano fumi irritanti e nocivi. Usarli all'aria aperta e sotto cappa con tiraggio di prima classe. Maneggiarli e mescolarli con cautela.

Ricordarsi di versare gli acidi nell'acqua e non l'acqua negli acidi.
Invece di buttare gli acidi esausti in lavandino (meglio che in water, tuttavia), quando non è possibile conferirli agli appositi raccoglitori, si possono far seccare (all'aperto e unire al materiale da raffinare. Meglio ancora neutralizzarli (inertizzarli) unendoli ad una base, la cenere di legna va bene, usare un contenitore capace ed inattaccabile, per esempio una pentola di acciaio inossidabile perché la mescolanza produce calore e aumento di volume (schiuma).

Il fegato di zolfo (solfuro di potassio) surriscaldato produce vapori soffocanti, non bisogna far bollire l'acqua in cui viene sciolto.
I depositi galvanici comportano l'uso di prodotti velenosi come i cianuri, meglio evitare.
Evitare anche l'uso dell'amianto, è cancerogeno e le sue fibre non possono essere dissolte dall'organismo.
Il gesso da investimento contiene silice, mescolare con attenzione, senza alzare polvere.
Le varie polveri di lavorazione sono almeno irritanti, bisogna usare basse velocità di rotazione con i rotolini di carta vetrata e i dischetti abrasivi e usare mascherine e occhiali protettivi se necessario.
Quando il piombo fonde sviluppa fumi tossici, evitare o usare con ottima ventilazione.
Anche cadmio e zinco sviluppano vapori nocivi, la piccola quantità che se ne impiega nel saldante tuttavia non richiede particolari precauzioni.

Residui inerti possono essere conferiti agli appositi enti, possono venire interrati o stoccati in luoghi ben precisi e segregati.