KUM-BOO
Comincio laminando un po' d'oro al mille: dopo averlo passato alla max stretta del laminatoio, ho fatto rossa una lastrina di rame, l'ho piegata e ci ho messo in mezzo l'oro.
Ho continuato a laminare fino a renderlo sottile come la stagnola della cioccolata.

Ho tagliato una fettuccia dalla lastrina d'oro
e la ho ridotta a frammenti con le dita (avrei potuto, a forbici, fare rettangolini).
Volevo usare il kum-boo su degli orecchini d'argento. Ho ricotto e acidato 4/5 volte l'argento, finchè restava bianco dopo la ricottura.

Con un pennellino inumidito di saliva raccoglievo il frammento d'oro per appoggiarlo sull'argento,un po' di saliva che finisca sull'argento contribuisce a posizionare il'oro e non pregiudica la riuscita.

Poggiato il cannello con fiamma bassa sul lato del banco, ci ho tenuto sopra l'argento con appoggiati i frammenti d'oro per portarlo a temperatura,
nell'altra mano avevo il brunitoio che ogni tanto appoggiavo sull'oro per vedere se attaccava.
A un certo punto l'oro che spingevo leggermente con la punta del brunitoio aderiva al supporto d'argento. Fatto il lavoro su ogni frammento, spostando il supporto sopra la fiamma per riscaldare i punti in cui lavoravo, ho dato una passata generale col brunitoio.

Ho visto che rifacendo rosso l'oggetto col kum-boo, a volte l'oro si gonfia a piccole bollicine,
sospetto che non tutta la superfice abbia aderito, ma l'effetto non è disprezzabile.
Il sistema è abbastanza semplice e di grande efficacia.
A volte conviene fegatare l'argento per avere più contrasto e far risaltare l'oro.
Continuo a esplorare il kum-boo.
Sto usando sopratutto avanzi di argento molto sporco, a titolo basso. A volte la lastrina si sfoglia e allora devo togliere la parte difettosa, e questo cambia la forma di quel che stavo facendo.
Dagli errori nascono nuovi indirizzi.
Volevo fare un orecchino a forma a goccia allungata, è quello con cui ho descritto la tecnica del kum boo, lo vedete qui sotto.

Ma appunto ricuocendo l'argento per arricchirne la superficie, una parte di bordo in basso si è sfogliata, così a lima ho tolto la zona e la forma dell'orecchino è cambiata e non mi soddisfaceva.

Allora l'ho regolarizzato a lima, poi a martello l'ho allungato e battuto sui due bordi lunghi per torcerlo.
Così ho visto che il kum boo tiene, aderisce e si deforma assieme al supporto in argento.
Inoltre: ho dovuto ricuocere un paio di volte il pezzo che aveva subito un arricchimento superficiale per l'applicazione dell'oro e su cui avevo fatto, dopo il kum-boo delle incisioni a bulino.
L'argento nel solco scavato dal bulino era argento non arricchito, pronto a annerirsi (ossidare o solfatare, a scelta).
Dunque dopo la ricottura ho avuto la superfice in argento arricchito che resta bianca e i solchi in argento che sono anneriti. Senza acidare ho lavorato di martello, schiacciando l'argento e portando alla pari i solchi e la superfice. Sono rimaste le righe nere dove prima c'erano i solchi. Un effetto da sfruttare.
