la fusione

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fusione argento Il metallo viene fuso nel crogiolo. Il più usato è di terra refrattaria, a forma di mattonella quadrata con lato tra i 5 e IO cm, spessa un paio di cm. Ha un incavo circolare al centro in cui si pone il metallo, la fiamma viene fatta battere direttamente sul metallo. Sopra il crogiolo s'usa fissarne uno tagliato a metà allo scopo di trattenere il calore della fiamma. Un portacrogiolo permette di manovrarlo.Per piccoli quantitativi d'oro o d'argento s'usa spesso un blocchetto di carbon dolce incavato.
Per evitare il contatto del metallo con la fiamma, quando la quantità da fondere è notevole o quando il metallo è in frammenti piccolissimi (polvere, limatura) che verrebbero fatti volare via dal getto della fiamma, s'usa il crogiolo a bicchiere, meglio se con coperchio. I crogioli a bicchiere possono essere di terra refrattaria ma si usano quasi solo quelli a base di grafite che sono più resistenti. I crogioli sono attaccati dai fondenti alcalini (soda) e soprattutto dagli ossidanti come il salnitro. Il crogiolo a bicchiere, caricato dei metalli da fondere, viene posto, con un piccolo rialzo, su1 fondo di un fornetto. Il fornetto è un cilindro di ferro internamente rivestito di terra refrattaria, nel foro vicino al fondo s'introduce il becco di un cannello a gas di portata adatta. La fiamma, costretta a prendere il giro, lambisce circolarmente l'intera superficie del crogiolo. Il crogiolo viene afferrato con delle pinze a becchi lunghi curvi in punta. L'apertura superiore del fornetto può essere ridotta mediante un coperchio con foro centrale.
I metalli portati ad alta temperatura tendono a formare composti con l'aria presente, principalmente ossidi. Un flusso disossidante viene usato per tenere separato il metallo dall'atmosfera del crogiolo. Questo flusso, fondendo prima del metallo e stendendosi sopra a questo crea un diaframma. Inoltre il flusso dovrebbe poter disciogliere i composti nocivi, dovrebbe infine agglomerare scorie ed impurità per permetterne la rimozione meccanica.
Il borace (borato di sodio) sotto forma di polvere, è il flusso usato comunemente, anche se miscele di vari prodotti potrebbero essere più efficaci. Il crogiolo ne viene rivestito la prima volta che è messo in uso, scaldandolo e facendo rotolare il borace fuso a bagnare la cavità dove mettiamo il metallo. Per le fusioni successive basta gettare un po' di borace sul metallo caricato in crogiolo aperto. Nel caso di polvere o limatura, s'usa mescolare il borace con il metallo di modo che il contatto intimo contribuisce a tenere agglomerato il tutto. Nella fusione dei metalli nobili puri l'uso di un flusso è superfluo.

Metalli a PdF vicino vengono ordinariamente caricati assieme. Dovendo legare metalli a PdF lontano, per ridurre il surriscaldamento e l'ossidazione dei metalli a basso PdF, è prassi aggiungere questi ultimi quando i metalli a PdF superiore sono già fusi. E' consigliabile agitare il metallo fuso prima di versare. Se la superficie del globo non è sufficientemente lucida ma mostra parti opache, se s'intravedono grumi non ben fusi, s'insiste a riscaldare, aggiungendo un pizzico di borace e agitando fino ad avere uno stato liquido senza impedimenti. Si può anche rimescolare con una punta di ferro o acciaio prima scaldata al rosso ciliegia e intinta nel borace. Eventuali frammenti indesiderabili (piccole molle d'acciaio, pietre) o non fusi possono essere avvertiti e tratti fuor dal bagno.
Il metallo fuso può essere versato in staffa orizzontale aperta, per lingotti o barrette, oppure in staffa verticale, per lastra e filo. Molto comoda è la staffa regolabile in cui può venire variata la larghezza della cavità che accoglie il metallo, possiamo ottenere lingottini a sezione quadra, per trarne filo, o lingotti più larghi per farne lastra.
La staffa dev'essere priva d'umidità, per questo viene riscaldata uniformemente fino a circa 60°C, la mano ancora ne sopporta il contatto.  La parte della staffa che alloggerà il metallo viene ordinariamente cosparsa d'un velo d'olio, è meglio invece affumicarla, per esempio con la fiamma d'una candela, il nerofumo è carbonioso ed ha effetto riducente.

Piccole quantità di metallo sono difficili da versare, raffreddano nel tragitto crogiolo-staffa. Quantità maggiori si versano più facilmente.E' bene continuare a dirigere la parte terminale della fiamma, che è riducente, vale a dire avida d'ossigeno, sul rivolo di metallo che si versa.
La staffa viene aperta subito, il lingotto viene acidato per togliere eventuali incrostazioni di borace. Sciacquato, asciugato, privato di eventuali escrescenze, è pronto per essere passato al laminatoio.
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