L’utilizzo di materiali alternativi rispetto alla tradizione dell’incisione indiretta
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di Fabio Stronati
Una ricerca in rete (http://www.printshow.it/) mi ha consentito una sperimentazione di cui riporto alcune note.
Ho sperimentato il solfato di rame per incidere l’alluminio e lo zinco e una protezione acrilica in alternativa alle cere bituminose per proteggere le lastre di alluminio e zinco( incise nel solfato di rame), e rame (inciso in percloruro di ferro).
Ho sperimentato anche con una pellicola polimerica fotosensibile per ottenere incisioni analoghe a quelle dell’acquaforte e dell’acquatinta, rimando a un prossimo articolo.

Solfato di rame
Il solfato di rame è un prodotto di facile reperibilità: Si acquista presso i rivenditori di materiali per l’agricoltura. Il costo di una busta di 5kg in piccoli granuli è di 18 €.
La modalità più semplice è quella di pesare 100g di solfato, metterli nella bacinella per l’incisione con un litro d’acqua ed aspettare che si sciolgano; ci vogliono delle ore, con l’acqua calda il solfato si scioglie prima.

Alluminio
La lastra di alluminio si trova nei comuni negozi di ferramenta. Per tagliarla a misura utilizzo un righello e una punta con cui incido più volte la linea di taglio, che avviene piegando la lastra. Un passaggio sotto il torchio consente di eliminare eventuali imperfezioni della lastra dovute al taglio.
Ho realizzato il disegno alla maniera  a zucchero, ho steso sulla lastra una vernice bituminosa, poi l’ho immersa in soluzione di 100g di solfato di rame senza ulteriori aggiunte.
L’incisione nella soluzione fresca si è avviata con facilità evidenziando una sorta di mucillagine color ruggine che ha reso visibile il procedere dell’incisione.
Dopo almeno 30 minuti di morsura la lastra è risultata incisa in profondità con un segno tipico della maniera a zucchero, con una sorta di granulosità del solco, tale da consentire un’agevole inchiostratura anche senza la mediazione di un’acquatinta.
L’incisione con lo stesso bagno di una seconda lastra ha mostrato una diminuita aggressività del bagno rispetto alla prima.
L’impressione ( confermata dopo aver provato lo zinco) è che l’alluminio inciso con il solfato di rame renda un segno sgranato, e che la profondità del segno non sia controllabile così come avviene nell’utilizzo dello zinco con il solfato di rame
Ho rilevato poi che l’utilizzo di una soluzione vecchia e non più efficace determina dopo un prolungato bagno della lastra di alluminio  un processo inverso nel senso che la lastra nei punti scoperti si ricopre di uno strato di materiale del colore del rame, comunque efficace per trattenere l’inchiostro.

Successivamente ho utilizzato il solfato di rame in soluzione 100g e poi 200g aggiungendo un cucchiaio di sale e alcune gocce di acido solforico diluito (quello utilizzato nelle batterie d’automobile va bene). Questo bagno ha mostrato una sicura e pronta efficacia nell’incidere l’alluminio e considero tale formulazione quella ottimale..

Zinco
L’incisione della lastra di zinco con solfato di rame (senza aggiunte di sale e acido) si avvia con facilità, l’impressione è che operi con la stessa efficacia dell’acido nitrico. Ho impiegato una soluzione già usata di 100g. di solfato di rame. L’azione della soluzione è stata controllata, consentendo la sovrapposizione delle successive morsure senza sgranatura del segno.
L’utilizzo di una soluzione di 200g di solfato in un litro di acqua ha reso un segno fortemente inciso in 15-20 minuti, marginalmente sgranato in superficie, possibile conseguenza della concentrazione usata per il solfato di rame, della soluzione fresca e del tempo di morsura utilizzato (*).

Protezione Acrilica
Seguendo le istruzioni date da Henrik Boegh (Handbook of non toxic intaglio) ho provato una cera acrilica per pavimenti per la copertura delle lastre nell’incisione indiretta acquaforte.
La cera consigliata è Klear prodotta dalla  Johnson, non reperibile in Italia, così ho provato altre cere per pavimenti ma senza successo.
Klear si trova in Inghilterra in un qualsiasi supermercato (la catena di mercati TESCO consente di acquistarla su internet).
La lastra una volta sgrassata può essere ricoperta dalla cera semplicemente versando il liquido sopra la lastra  e muovendo quest’ultima sino a che tutta la superficie ne sia ricoperta. L’eccesso di cera può essere recuperato e versato nel suo contenitore.
La lastra viene poi drenata ponendola ad asciugare in posizione inclinata, cambiando i lati di appoggio. Con un asciugacapelli si completa l’asciugatura.
La cera Klear è trasparente e consente di vedere il procedere dell’incisione, una volta immersa la lastra nel per cloruro di ferro, il disegno assume una coloritura la cui intensità misura il procedere dell’incisione.

Qui di seguito rendo conto del mio procedere.

Preparo una lastra di rame con carta vetrata per carrozzieri, che sgrasso poi con bianco di spagna ed una goccia di ammoniaca.
Ricopro la lastra con la cera nel modo indicato
Copro la superficie, una volta asciutta,  con una tempera di colore scuro così da poter vedere il disegno prodotto dalla punta
Faccio il mio disegno su carta e lo riproduco nelle dimensioni volute con una fotocopiatrice
Trasferisco il disegno fotocopiato sulla superficie della lastra passando uno straccio imbevuto con del diluente nitro sulla fotocopia appoggiata al foglio (la tempera e la cera sono assolutamente insensibili al diluente)
Incido la superficie con una punta.  Rispetto alle ordinarie vernicette per acquaforte (resist) si riscontra una minor fluidità del procedere della punta. In parte ciò è dovuto alla tempera e al toner della fotocopia più che alla cera.
Immergo la lastra, dopo aver tolto la tempera con acqua, nel percloruro di ferro in diluizione 1+1 e controllo a vista il procedere dell’incisione, ciò consente di effettuare correzioni ed integrazioni durante la prima morsura.

Come suggerito dal Boegh, una volta terminata l’incisione ho proceduto ad una prova di stampa, senza togliere la cera, la stampa ottenuta è senza tono perché la superficie cerata non trattiene inchiostro.
L’esito di questa prima stampa indirizza a eventuali correzioni che si fanno senza ricoprire di nuovo con cera.
Una volta stampata, la protezione acrilica della lastra è risultata meno resistente alla seconda morsura, probabilmente a causa  della pressione del torchio durante la prima stampa.
Una fragilità si è evidenziata anche per prolungate e successive morsure in una soluzione di percloruro 1+1.
Alluminio e solfato di rame
La cera acrilica usata a protezione della lastra di alluminio non resiste alla reazione che si sviluppa tra alluminio e solfato di rame, cosicché appena avviata l’incisione la protezione di cera si buca, determinando un’incisione puntiforme della lastra al pari di un’acquatinta.
Zinco e solfato di rame
La lastra di zinco incisa nel solfato di rame non pone alcun problema, con i vantaggi già indicati per il rame.

 ( * ) In  L’acquaforte La stampa degli artisti di Nereo Tedeschi, viene indicata la seguente ricetta del Piranesi per il rame: Acqua 400g., aceto forte 200g, Solfato di rame g.100, sale ammoniaco 100g., sale da cucina 100g., allume dirocca 25g.