Orecchini da un floppy disk



Orecchini, oro e acciaio inox.






Con le cesoie ho tagliato due quadrati dalla lastrina che chiude la feritoia di un floppy disk, curando di non piegarla.

 

 

 









Ho spianato la pancia di due bruchetti che avevo fuso in osso di seppia, e vi ho praticato due fori profondi in paio di mm., distanti fra di loro quanto due fori che avevo praticato precedentemente sulla lastrina.
In questi fori ho inserito le due estremità di un filo d'argento piegato e le ho saldate in posizione.






Ho tagliato il filo in modo da lasciare sporgere dalla pancia del bruco due tratti di filo da usare come rivetti .
Ho introdotto i rivetti nei fori della lastrina, li ho messi a misura e li ho ribattuti.
















Ho infine messo il gancio.
Dal retro si vedono le teste dei fili ribattuti che bloccano il bruco
























 

L'atto di disfarci di ciò che non ci serve più svela ed esalta il carattere esclusivamente utilitaristico del rapporto che intratteniamo con gli oggetti della nostra vita quotidiana. (…) È un rapporto con gli oggetti perfettamente "razionale", cioè funzionale al perseguimento della nostra "utilità", al punto da sembrarci ovvio. Questa convinzione potrebbe però incrinarsi se sospettassimo che il rapporto che intratteniamo con gli oggetti di uso quotidiano abbia finito con l'improntare di sé gran parte dei nostri rapporti con il mondo in cui viviamo: cioè, non solo con gli oggetti materiali, ma con il nostro stesso corpo, con l'ambiente, con le altre persone ecc. Guido Viale Un mondo usa e getta Feltrinelli, Milano 1994


Tutti gli uomini conoscono l'utilità delle cose utili; ma non conoscono l'utilità della futilità.
Chuang Tzu, Il sacro libro di Nan Hua