La
pece
Bisogna accontentarsi quasi sempre del bitume, del catrame, di
un derivato del petrolio invece della vera pece che è un prodotto della
distillazione di essenze resinose come pino, abete, larice ed ha migliori
proprietà oltre ad un odore decisamente più gradevole.
La pece deve essere mischiata ad altre sostanze per essere adatta alla bisogna.
La pece dovrà essere alloggiata in un contenitore adatto.
I martelli
Meglio averne almeno due di peso differente. Se non avete problemi di bilancio
comperate quelli specifici. Se amate il fai-da-te prendete i martelli più
economici che trovate, a testa abbastanza larga, e se dovete alleggerirli
o se volete dagli un'aria professionale, potete lavorare per asporto con una
smerigliatrice angolare o una mola.
Bisogna anche sapere come fare.
Se si vuole un libro, consiglio “la lavorazione dei metalli” di
Herbert Maryon, Hoepli editore. Insegna anche a fare i ceselli.
Sconsiglio di comperare i ceselli dai fornitori per orafi, sono carissimi
e in ogni caso bisogna adattarli. Anche i martelli specifici sono carissimi,
megli adattare un martello cinese da due euro
Per la pece ci vuole molta attenzione, bisogna scaldarla molto lentamente
per non bruciarla, fonde male, solo esternamente, come il burro. Prima di
fondere la pece conviene fondere la pece greca (che è ancora peggiore).
Poi si aggiunge l’olio di lino o lo strutto, a fuoco spento, e infine
il gesso, riaccendendo se necessario, senza preoccuparsi di fare grumi: non
li fa.
Attenzione a non far prendere fuoco alla pece o alla pece greca, un fornelletto
elettrico è meglio.