Ormai,
il 95% della produzione di gamberetti, ostriche e gamberi coltivati del Messico
è esportata negli Stati uniti. Un mercato emergente e redditizio, 35
milioni di chili venduti solamente nel 2001, e ha completamente trasformato
il paesaggio costiero di stati desertici come Sinaloa e Sonora, nel nord del
Messico. Litorali azzurri con spiagge paradisiache sono ormai convertiti in
vasconi e allevamenti per l'acquacultura.
Secondo alcuni esperti, è una rivoluzione
dei mari che in una decina d'anni, al ritmo di crescita attuale, eccederà
per volume produttivo l'allevamento del bestiame. Molti già la chiamano
blue revolution, «rivoluzione azzurra», alludendo alla «rivoluzione
verde» portata nell'agricoltura dalle varietà di grano ibride
ad alto rendimento che l'agronomo Norman Borlaug cominciò a coltivare
50 anni fa proprio in Sonora.
Come quella verde, dicono, anche la rivoluzione
dei mari darà più cibo e di migliore qualità ai milioni
di persone malnutrite del pianeta, e ridurrà la pressione della pesca
commerciale su specie marine già in via d'estinzione. Peccato che il
quadro non sia così idillico e altruista. Gli effetti sociali, sanitari
e ambientali di questa nuova rivoluzione produttiva sono devastanti per l'ambiente
costiero, per i consumatori e per l'economia dei pescatori.
Nessuno studio riesce a spiegare il rapido
declino dei pesci nelle acqua costiere di Sonora, ma sono ormai in molti a
attribuirlo agli allevamenti dei gamberetti. Gli escrementi dei gamberetti
e di altre specie coltivate (carpe, cozze, tilapia, aragoste, ostriche) non
solo inquinano l'acqua vicino alle piscine di crescita ma producono anche
eutrofizzazione che stimola la crescita di alghe parassite, come recentemente
in Moroncarit e Caborca. Sono escrementi zeppi sia di azoto (nella forma di
nitrati e nitriti), sia di antibiotici (aggiunti agli alimenti per le larve,
come la oxitetraciclina e sulfamedoxina) che hanno reso resistenti batteri
come Salmonella, Escherichia choli e Vibrio cholerae.
Nel 1992 sono stati registrati per la
prima volta casi di colera resistente agli antibiotici fra i lavoratori di
allevamenti di gamberetti in Ecuador. Nel marzo di quest'anno l'Unione europea
ha proibito l'importazione di gamberetti, ostriche e di alcuni pesci d'allevamento
cinesi perché contenevano l'antibiotico cloramfenicol che causa malattie
sanguigne negli umani. Un rapporto del Servizio per la Pesca degli Usa ha
segnalato la presenza di tre virus letali in alcuni allevamenti di gamberetti
(il Ihhnv, il virus della sindrome di Tara e il virus infettivo ipodermico)
e nelle popolazioni marine naturali in Messico ed Ecuador.
Secondo l'autorevole rivista Shrimp News
International, il virus bianco degli allevamenti di gamberetti, che ha causato
perdite per milioni di dollari, sta già diffondendosi fra gamberi,
granchi e ostriche delle coste del Pacifico. Si consideri poi l'aumento delle
allergie dermatologiche e gli effetti secondari sull'apparato digestivo fra
i consumatori di ostriche e gamberetti imbottiti di antibiotici, segnalato
da rapporti come The Antibiotic paradox: how the misure of antibiotics destroys
their curative powers, Persus Book 2002.