Agricoltura biodinamica
L'austriaco Rudolf Steiner (1861 - 1925), fondatore dell'Antroposofia,
pose le basi del metodo dell'agricoltura biodinamica in una serie di otto
conferenze tenute a Koberwitz in Germania di fronte a centinaia di agricoltori.
Queste conferenze furono pubblicate in un libro dal titolo: Impulsi scientifico
spirituali per il progresso dell'agricoltura.
I suoi successori di estrazione scientifica quali Pfeiffer, Dreidax, Schwarz
ed altri si impegnegnarono a sperimentare e mettere a punto il sistema.
E' difficile dare una definizione sintetica di una scienza complessa come
la biodinamica, si può solo provare ad indicarne alcune delle idee
guida: innanzitutto la concezione dell'azienda agricola come un organismo
chiuso che deve trovare al suo interno quanto è necessario al proprio
funzionamento, da cui deriva l'importanza del bestiame in un'azienda biodinamica;
poi l'importanza data allo studio della dinamica delle forze vitali in
relazione anche agli influssi cosmici, su cui si può interagire
con particolari preparati opportunamente diluiti e dinamizzati.
Agricoltura naturale
Il giapponese Masanobu
Fukuoka porta avanti con successo da ormai mezzo secolo la sua "agricoltura
del non fare", conosciuta come agricoltura naturale, basata sul concetto
che il terreno tende naturalmente ad aumentare la sua fertilità,
in quanto le piante rendono al terreno più di quanto tolgono.
Un calcolo approssimativo a dimostrazione di questo: una pianta è
composta per il 75% di acqua, per il 25% di materia secca che rimane sul
terreno, di questa il 20% è costituito da composti del carbonio
(sintetizzati con l'aiuto della luce del sole) e gas, del restante 5%,
la metà è azoto che può essere ottenuto liberamente
dall'aria consociando la coltura desiderata con una leguminosa, il 2,5%
è composto di minerali (provenienti dal substrato di roccia e presenti
in forma solubile) che le piante prendono dal suolo. Il nostro pianeta
è una massa di minerali coperti da uno strato finissimo di suolo,
costituito da residui vivi e morti di piante, animali (microscopici e
macroscopici) e funghi. Prima che usiamo tutti i minerali a nostra disposizione,
si sarà esaurito il processo di combustione del sole.
L'agricoltura naturale prevede l'abolizione di ogni tipo di lavorazione
del terreno, cura colturale o trattamento fitosanitario, il lavoro dell'agricoltore
si limita alla semina e al raccolto.
Al terreno deve essere restituito quanto più possibile di ciò
che ha prodotto, per cui per esempio la paglia dei cereali viene lasciata
sul suolo. Il terreno rimane perennemente inerbito con una leguminosa
di bassa taglia (Fukuoka usa il trifoglio bianco) su cui si può
seminare direttamente cereali, ortaggi o far crescere alberi da frutto.
Dall'avvento dell'aratro in poi è forse l'unica vera rivoluzione
agronomica.
Permacoltura
L'australiano Bill Mollison ha coniato il termine Permacoltura
(Agricoltura Permanente) basata sull'idea di organizzare consapevolmente
i vari elementi di un territorio, uomo, sole, vento, acqua, edifici, piante,
animali, in modo da stabilire tra loro rapporti funzionali e reciprocamente
benefici, nella prospettiva di avvicinarsi il più possibile ad
un ecosistema in equilibrio,dove siano ridotti al minimo l'input energetico
esterno e l'intervento umano.
La permacoltura ha avuto per adesso una maggiore diffusione nei paesi
di lingua anglosassone; il libro Permacoltura di Bill Mollison e David
Holmgren ha ricevuto il "Premio Nobel alternativo" (della Right
Livelihood Foundation) il 9 dicembre 1981 a Stoccolma.
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