LA LIPU: INUTILE E DANNOSO http://www.lipu.it
Un’opera inutile, che non salverà Venezia dalle maree. E dannosa, perché causerà la devastazione di ambienti lagunari e litoranei riconosciuti di importanza comunitaria dalle direttive europee. La LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) prende posizione alla vigilia dell’arrivo a Venezia del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che domani "poserà la prima pietra" del colossale sistema di dighe mobili, il Mose, che nelle intenzioni del Consorzio Venezia Nuova dovrebbe salvare Venezia dalle acque.

<<Il Mose – spiega Claudio Celada, Direttore Conservazione Natura della LIPU – non salverà affatto, come comunemente si ritiene, la città lagunare dall’insidia dell’acqua alta perché la maggior parte delle maree che si verificano a Venezia è inferiore ai 110 centimetri, calcolati sul livello del mare. Il Mose entrerà invece in azione proprio in caso di maree superiori a 110 centimetri>>. Inoltre, prosegue Celada, <<appare dubbia la capacità del Mose stesso di rispondere nella realtà a un evento di marea eccezionale. Se si dovesse infine verificare il forte innalzamento del livello del mare provocato dai cambiamenti climatici, il Mose sarebbe in funzione di continuo e impedirebbe il necessario ricambio idrico tra il mare e la laguna>>.

Preoccupante è anche l’impatto sull’ambiente, per il quale, ricorda la LIPU, la Commissione Nazionale per la valutazione di Impatto Ambientale ha già espresso parere negativo. E i lavori non risparmieranno siti naturalistici tutelati anche dalla Direttiva europea Habitat. <<Parte dell’Oasi LIPU di Ca’ Roman – prosegue Celada - verrà distrutta dai lavori del Mose, che prevedono la realizzazione di una conca di navigazione per il passaggio delle navi proprio nella parte più preziosa dal punto di vista naturalistico. Ciò è inaccettabile e in contrasto con la Direttiva europea che invece lo tutela come Sito di Importanza Comunitaria>>.

Il Mose non rispetta i criteri di "sperimentabilità, gradualità e reversibilità" previsti dalla legge, il Mose aggraverà la gravissima condizione di squilibrio ed erosione di Venezia e la sua laguna, che ogni anno si vede risucchiare dal Mare Adriatico un milione di metri cubi di sedimento e che condanna Venezia a una progressiva distruzione.

Secondo la LIPU esistono alternative al Mose efficaci e sostenibili, in grado di difendere la città dalle acque alte e di riequilibrare e risanare da subito la laguna. La LIPU annuncia infine l’adesione ufficiale al comitato "Salvare Venezia con la Laguna" formato da altre associazioni ambientaliste che si stanno battendo contro il progetto Mose.

Parma, 13 maggio 2003 Ufficio stampa LIPU - BirdLife Italia: Via Trento 49, 43100 Parma Tel. ++39.0521.273043 - Fax ++39.0521.273419 - Email: ufficio.stampa@lipu.it

MOSE a Venezia: quando il rimedio è peggiore del male
Greenpeace, da sempre contraria al Mose, ritiene che per affrontare seriamente il problema dell’acqua alta nella laguna di Venezia, occorra partire dal chiudere il canale petroli, la via d'acqua artificiale costruita per far passare le grandi navi. Questo intervento causa la perdita di un milione di metri cubi di sedimenti l’anno.

Le velme e le barene, gli isolotti naturali della laguna, sono scomparse, erano le vere dighe naturali all’espansione del mare. Il Consorzio Venezia Nuova le sta ricostruendo, senza rimuovere però la causa principale che ne haa determinato la scomparsa. Fare delle strutture, come le paratie del Mose, che tendono solo ad innalzare il punto di entrata del mare in laguna, a cosa serve? Il Mose porterebbe solo ad un ulteriore squilibrio della laguna. Già gli impianti di acquacoltura realizzati nella laguna orientale hanno ridotto l’espansione delle maree ed Il cambiamento climatico, che determina l’innalzamento del livello del mare, potrebbe rendere ancora più drammatica la situazione.

"Le petroliere rappresentano una frazione minima del traffico lagunare. Eliminandole, rimangono comunque le navi che trasportano prodotti chimici sia in partenza che in arrivo da Porto Marghera- spiega Fabrizio Fabbri, direttore scientifico di Greenpeace -La proposta di Matteoli di togliere le petroliere è un primo passo, ma dovrà seguire un piano di risanamento industriale dell’area di Porto Marghera". Il blocco del Mose non è mai stato causato dalla mancanza di finanziamenti, ma dalla valutazione negativa della VIA. E' forse caduto questo parere negativo?

" Il Mose è un'opera provvisoria, a detta stessa dei progettisti potrà durare al massimo pochi anni, vale la pena spendere 5000 miliardi?- commenta Fabbri - Dopo l’apertura delle paratie, ci vogliono 24 ore per ripristinare il flusso normale della laguna. Gli scarichi di Porto Marghera, intanto, rimangono lì con tutte le conseguenze possibili e immaginabili".

Per informazioni: Gabriele Salari, ufficio stampa, 348/3988615, Fabrizio Fabbri, direttore scientifico, 348/3988616 .

dic. 2001 http://users.libero.it/puccetto/tg0-positivo/rubriche/2002/mose.htm

Venezia, i lavori del MOSE