AGRICOLTURA
saved from http://www.acam.it/sopravvissuti.htm

Tipi di agricoltura biologica

Storia dell'agricoltura


La canapa


L'agricoltura legata alla comunità

L'Agricoltura

Dodicimila anni fa ebbe luogo la rivoluzione paleolitica: gli uomini iniziarono a coltivare la terra. Questo fenomeno avvenne contemporaneamente in tutta la terra. Dopo più di centomila anni d'esistenza improvvisamente l'homo sapiens inizia a coltivare. Perché non prima, perché non dopo, perché tutti assieme e contemporaneamente ma soprattutto perché gli uomini di tutto il mondo iniziarono a coltivare sulle montagne?
Tutti sanno che si fa meno fatica a coltivare in pianura che in montagna, nessuno se non vi fosse obbligato dalla necessità coltiverebbe i terreni montagnosi. I tre luoghi più fertili della terra sono la pianura Padana, la valle del fiume Giallo e il delta del Mekong, eppure l'uomo del paleolitico che è stato in grado di realizzare la più grande invenzione della storia, l'agricoltura, nonostante avesse tutta la terra di questo mondo a disposizione è stato tanto scemo da iniziare a coltivare in montagna. Il famoso botanico russo Nikolai Ivanovich Vavilov (1887-1943) scoprì che l'agricoltura ebbe inizio contemporaneamente in tutto il mondo negli altipiani oltre i 1500 metri d'altezza. Questa scoperta coincide straordinariamente con le affermazioni di Platone nella Repubblica in cui dice che la civiltà nacque sugli altipiani e con le affermazioni del sacerdote Egizio citato nel Timeo secondo il quale dopo una catastrofe da acqua si salvano solo i montanari e la civiltà nasce di nuovo. Ma non è tutto, dagli studi di Vavilov e di J. R. Harlan si deduce che l'agricoltura iniziò circa 11.600 anni fa, la stessa data a cui Platone fa risalire la distruzione di un continente mitico, Atlantide. Platone dice che Atlantide fu distrutto 9.000 ani prima di Solone, se consideriamo che visse 2.600 anni fa abbiamo che la fine di Atlantide fu nel 9.600 prima dell'era volgare, 11.600 anni fa, esattamente la data calcolata dai botanici.

Per spiegare il perché dell'agricoltura in montagna proviamo a pensare che cosa può essere accaduto quando l'asse terrestre si è spostato. Supponiamo che un grosso meteorite abbia colpito la terra, nel luogo dell'impatto e per varie centinaia di chilometri tutto è stato immediatamente distrutto dall'urto e dall'energia sprigionatasi poi l'asse terrestre ha iniziato a spostarsi provocando ovunque terremoti, crolli e frane, l'acqua degli oceani a questo punto spinto dalla massa dei continenti in movimento ha iniziato ad allagare le terre che si spostavano verso di lui e a ritirarsi da quelle che si allontanavano dalla posizione precedente. Dopo essere penetrato nelle pianure il mare ritirandosi ha formato un'onda di dimensioni enormi che richiamata dal vuoto lasciato dal lato opposto degli oceani ha percorso varie volte la terra distruggendo tutto quello che trovava sul proprio percorso. Finita la forza distruttrice le terre sotto i 1500 metri d'altezza si sono trovate allagate, o comunque inzuppate d'acqua di mare che, essendo salata, non ha permesso la coltivazione fino a quando, secoli, millenni dopo l'acqua piovana non ha completamente dilavato il sale permettendo la coltivazione in zone più basse. Le prime coltivazioni fuori dagli altipiani e le prime civiltà sono dislocate lungo le valli dei fiumi partendo dall'alto. I pochi sopravvissuti a questo cataclisma furono, come scritto nel Timeo, le persone che in quel momento erano in montagna, oltre i 1500 metri.Se una cosa simile succedesse oggi quante persone si salverebbero? Pochissime, non sappiamo se sarebbero montanari rozzi come scrive Platone, ma di certo sarebbero pochissime e difficilmente e solo a prezzo di grandi stenti riuscirebbero a procurarsi da mangiare e a far rinascere la civiltà ripartendo dall'agricoltura "sugli altipiani".